Home Interviste Intervista a Emanuele Casieri
Intervista a Emanuele Casieri PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 41
ScarsoOttimo 
Scritto da Giovanni Abbiati   
Ho avuto il privilegio di conoscere Emanuele fin dai tempi del Conservatorio e grazie al Forum ci siamo ritrovati di recente. Da allora di strada ne ha fatto, suonando in numerose orchestre prestigiose sia in Italia che all'estero ed oltre oceano con direttori di fama.
E' con immenso piacere che vi allego l'intervista concessa gentilmente da Emanuele, con l'augurio che possa trasmettere a tutti l'entusiasmo che ha regalato a me.


Giovanni Abbiati


- a che età hai iniziato a suonare? Come ti sei avvicinato alla musica e perché proprio la tromba?
Innanzitutto grazie mille per avermi proposto di fare questa intervista. Ho iniziato a suonare la tromba all’età di 7 anni e come molti di noi ho cominciato nella banda del paese in cui c’era carenza di trombe. Ho avuto in dotazione una Anborg argentata che mi è subito sembrata la tromba più bella del mondo. Nella mia famiglia inoltre c’era una passione generale per la musica e mio nonno che suonava il violino, era un gran conoscitore d’opera.

- chi sono stati i tuoi insegnanti e come sono stati i giorni in cui eri studente?
Il mio insegnante con la “I” maiuscola è stato Giuseppe Bodanza, per quarant’anni Prima Tromba della Scala, al quale devo sicuramente moltissimo. E’ stato quello che mia ha dato l’imprinting trombettistico, se così si può dire... Poi ho studiato con molti trombettisti importanti da cui ho imparato tanto, tra cui Stephen Burns che considero una grande fonte d’ispirazione e Bo Nilsson (che è stato il primo insegnante di Hardenberger) che mi ha fatto capire l’importanza della giusta impostazione. Purtroppo i giorni in cui ero studente sono ormai un lontano ricordo, ma sicuramente ero spinto da una passione fortissima. A 16 anni andavo da solo a Parigi per fare lezione con Pierre Gillet (Cornetta Solista dell’ Opéra) col treno notturno da Milano, tornando il giorno dopo sotto lo sguardo perplesso e preoccupato dei miei genitori.

- chi sono i tuoi miti della tromba?
Miti non ne ho ma ho una grandissima ammirazione per Hardenberger, l’ultimo Ole Edvard Antonsen e Tine Thing Helseth per il solismo, Philip Smith, David Bilger e Chris Martin per quanto riguarda l’orchestra. Un capitolo a parte merita Jeroen Berwaerts, bravissimo in tutti i campi (solistico, orchestrale e didattico).

- quanto studi ogni giorno? Qual è la tua routine? Quali sono gli esercizi che ritieni più importanti?
Personalmente ho notato che più passa il tempo e più riesco ad ottimizzare il tempo che ho a disposizione per lo studio. Attualmente se non ho cose impegnative da suonare riesco a fare tutta la mia routine ed i miei esercizi in 2/3 ore. Oltre che i normali studi di flessibilità, scale etc., sono parte fissa della mia routine gli studi sul PP (pianissimo) come il Clarke ed il Merry Franquin che mi aiutano molto a pulire e rivitalizzare la vibrazione delle labbra, oltre che a sviluppare un maggior controllo. Dedico moltissimo tempo anche allo studio dei patterns musicali solo con l’aria, dove in pratica soffio i passaggi che dovrò suonare con la tromba. Considero infatti molto utile il lavoro senza strumento, che mi permette di abbandonare difetti e brutte abitudini come l’eccessiva compressione e il blocco dell’aria. Cerco di cambiare l’idea di come suonare, prima nella mia testa e poi ci aggiungo la tromba. Lo trovo più semplice ed immediato.

- sposi una particolare scuola d'insegnamento, passata o presente?
Non sposo una scuola particolare. Mi tengo invece al corrente su tutto e cerco di prendere quello che ognuno ha di buono e di integrarlo con le mie idee. Poi, sicuramente ci sono personaggi appartenenti a correnti trombettistiche che mi hanno influenzato più di altri, ma no.... non credo di potermi definire un appartenente ad una scuola piuttosto che a un’altra.

- hai mai giornate nere? Come le affronti?
Certo che ho giornate nere! In passato ne facevo un dramma, adesso invece me ne faccio una ragione e come si dice a Napoli aspetto che passi la nottata! E’ un ciclo; semplicemente ho imparato che aspettando, tutto prima o poi ritorna a posto e non mi arrabbio più.

- che consigli daresti ha una persona che vuole intraprendere lo studio della tromba?
Di mettersi fin da subito nelle mani di un ottimo didatta. Può essere più impegnativo (anche economicamente) ma sicuramente si risparmia tanto tempo in correzioni postume.

- cosa pensi dell'impostazione? Hai mai avuto problemi al riguardo?
Questo è un argomento molto delicato che meriterebbe uno spazio tutto suo.
Ritengo che l’impostazione sia fondamentale, perchè contrariamente a quanto si dice, esiste l’Impostazione più giusta per ognuno di noi, quella grazie alla quale tutti i pezzi del puzzle vanno naturalmente al loro posto. E’ un insieme di tante cose come la giusta inclinazione, la ripartizione della superficie vibrante all’interno del bocchino, l’ottimizzazione della vibrazione etc. Non esistono però parametri fissi ed ognuno è un caso a sè. Sicuramente si può suonare anche senza questa impostazione ideale, ma quando si suona con tutti questi equilibri al loro posto, è come se si accendesse improvvisamente la luce. E’ difficile da spiegare, ma la differenza è notevole. Le labbra vibrano meglio e si avverte anche la necessità di usare più aria. Ovviamente con questo non sto dicendo che l’impostazione è più importante dell’aria o viceversa.
Però non mi piace semplificare troppo e ridurre il tutto a soffia che poi tutto va a posto. Credo che per suonare la tromba sia necessario un buon equilibrio fra tutte le componenti. E poi comunque la domanda era sull’impostazione! :D
Durante il mio primo anno da Prima Tromba alla Verdi, successe qualcosa alla mia impostazione: potevo suonare tutto, ma avevo perso parte del registro acuto ed il suono mi si era anche sporcato parecchio. Ripeto, facevo tutto quello che c’era da fare, ma mi mancava qualcosa.... Andai da Bo Nilsson a Malmoe che mi ascoltò e mi spostò il bocchino in quella che lui riteneva la MIA posizione corretta e mi si aprì un nuovo mondo. Il cambio fu radicale ma per niente traumatico e dopo un mese vinsi il concorso per Assistente Solista all’ Orchestra Simfònica del Vallés, l’attuale orchestra residente al Palau della Musica di Barcellona.

- che ne pensi degli esercizi di buzzing con e senza il bocchino?
Faccio solamente esercizi di buzzing con il bocchino e li trovo molto utili, anche se alle volte mi portano a spingere un po’ il suono e mi allargano un po’ troppo la distanza tra gli intervalli.

- secondo te, quali sono le cose importanti nel suonare la tromba?
Il suono, il suono e il suono. Poi il ritmo, che dà senso, struttura ed energia a quello che vogliamo esprimere a livello musicale.

- quali sono le cose più difficili da insegnare ai principianti? E quali sono gli errori più frequenti?
Vorrei girare la risposta in questo modo. La cosa principale da insegnare ad un principiante è il concetto di come la tromba deve suonare. E’ importante immettere da subito nel cervello le informazioni giuste e far capire all’allievo qual è il suono corretto che deve uscire dalla tromba. Ascoltare tanti dischi di trombettisti bravi aiuta molto, meglio ancora se in video, dove si può anche vedere come si muovono, come respirano etc. Non aver paura all’inizio di imitare il suono e lo stile di qualcun’altro. E’ la chiave per svilupparne uno proprio.

- si può imparare ad avere un bel suono e ad essere un buon musicista o ciò dipende dal talento naturale?
Decisamente si può imparare ad avere un bel suono, anche se devono essere ben chiare le caratteristiche che un bel suono deve avere. Si parla molto di suono scuro, ma non sempre un suono scuro è sinonimo di suono bello. A me piace pensare ad un suono con uno spettro di armonici completo, nè chiaro e nè scuro. Trovo anche che venga trascurato molto il concetto di suono pulito. La maggior parte delle volte, un suono pulito sta ad indicare che tutto sta funzionando come dovrebbe.

- hai mai avuto problemi di emotività di fronte al pubblico o ai colleghi d'orchestra? Se si, come li hai superati?
Certo, l’emotività è una cosa con la quale prima o poi abbiamo tutti a che fare. Sicuramente, l’abituarsi a suonare il più possibile in pubblico è la chiave per superare questo problema. A me, aiuta molto sapere che ho fatto il possibile per essere preparato al meglio. Mi dà una tranquillità interiore. C’è però da dire che l’essere musicisti comporta l’emozionare il pubblico attraverso la nostra musica. Ma come pensiamo di poterlo emozionare, se noi stessi combattiamo per non emozionarci? La Paura è un’emozione e quindi energia. Invece di combatterla, dovremmo imparare ad accettarla e ad usarla a nostro vantaggio.

- qual’è l'emozione più intensa che hai vissuto nella musica?
Ce ne sono tante, dalla prima volta che ho suonato con Muti, al concerto per la commemorazione della morte di Toscanini, con la Symphonica Toscanini e la New York Philharmonic insieme sul palco dell’ Avery Fisher Hall. Ma forse quella più emozionante è stata durante un tour in Giappone con la Symphonica Toscanini e Maazel nel quale, alla Suntory Hall di Tokyo suonavo i soli fuori scena della Leonora N.3 di Beethoven e dei Pini di Roma di Respighi. Al termine della Leonora, Maazel mi faceva uscire a prendere gli applausi di fronte all’orchestra. Nel pubblico era presente mia moglie Barbara che spero si sia sentita un po’ orgogliosa di me!

- ci descrivi il tuo equipaggiamento?
In questo mi ritengo un perfezionista e cambio moltissimo equipaggiamento perchè non ho paura di cambiare se trovo qualcosa che funziona meglio di quello che suono attualmente. Mettiamola così: per il momento suono con un bocchino Bach con bordo svitabile 1C e tazza C con foro 22 e penna 24, di cui ho 6 modelli identici. Suono moltissimo la tromba in Do e ho sia una Bach 229 25H che una Yamaha Chicago, un trombino Schilke P7-4, una Schilke E3L Mib/Re ed una Bach Mib/Re con campana 239 Corporation modificata da Steve Winans che è una tromba eccezionale. Poi ho un paio di trombe tedesche, tromba barocca etc.

- progetti futuri?
Preferisco vivere nel presente e lascio che il futuro mi sorprenda!

Grazie mille per la disponibilità e per il tempo che dedichi al Forum con i tuoi interventi sempre preziosi!