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Intervista a Nello Salza PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giovanni Abbiati   
Ho avuto il privilegio di conoscere e suonare insieme ad un grande della tromba e della musica. Un musicista di elevato spessore, nonché persona di una semplicità disarmante.

Per chi non lo conoscesse:

NELLO SALZA
Nello Salza Dal 1984 ad oggi ha inciso oltre 300 colonne sonore come prima Tromba solista con i maestri Ennio Morricone, Nicola Piovani, Armando Trovajoli, Luis Bacalov... ricoprendo ruolo protagonista delle partiture di film quali La vita è bella, L’intervista, La voce della Luna, C’era una volta in America, La leggenda del pianista sull’Oceano, Nuovo cinema paradiso, La Piovra, Il Postino, Pinocchio, Il Caimano, Gli Intoccabili, Il Marchese del Grillo... collaborando con registi quali Federico Fellini, Sergio Leone, Franco Zeffirelli, Giuseppe Tornatore, Mario Monicelli, Ettore Scola, Roberto Benigni, Brian De Palma, Alberto Sordi, Nanni Moretti,
 Lina Wertmuller, Dario Argento, Fratelli Taviani... Già prima tromba solista del Teatro dell’Opera di Roma, Salza ha collaborato con diversi direttori di fama internazionale quali G.L. Gelmetti, F. Mannino, N. Santi, G. Ferro, G. Patanè, D. Oren, Y. Aronovitch, G. Kuhn, J. Tate, J. Nelson, B. Bartoletti, G. Bertini, M. Armiliato, Z. Pesko, D. Renzetti, W. Humburg, G. Lanzetta, G.L. Zampieri; precedentemente ha ricoperto lo stesso ruolo presso il Teatro S. Carlo di Napoli, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Regionale Toscana e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Con l’Orchestra di S. Cecilia ha effettuato tournèe nei cinque continenti sotto la guida di direttori del calibro di L. Bernstein, L. Maazel, G. Pretre, W. Sawallisch, D. Gatti, G. Sinopoli, C. Thielemann e vanta numerose presenze presso prestigiose istituzioni quali il Gran Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra da Camera Italiana (dir. S. Accardo), l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra A. Toscanini di Parma, i Solisti Aquilani, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Unione Musicisti di Roma, AMIT Accademia Musicale Italiana, l’Orchestra G. Cantelli, l’Orchestra Internazionale d’Italia, l’Orchestra da Camera Fiorentina, il Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Sinfonica di Roma, le Trombe Rosse, l’Orchestra da Camera della Campania, l’Orchestra Milano Classica, la Cappella Cracoviensis.

 È stato più volte ospite di trasmissioni televisive ed ha inoltre inciso diversi cd solistici spaziando dal repertorio classico alla canzone ed alle colonne sonore. È vincitore di numerosi concorsi presso le maggiori istituzioni musicali ed è vincitore di due concorsi nazionali per l’insegnamento nei Conservatori. Importanti sono le sue collaborazioni con artisti internazionali quali S. Accardo, U. Ughi, L. Pavarotti, J. Carreras, P. Domingo, K. Ricciarelli, A. Bocelli, D. Modugno, Mina, C. Baglioni, Amii Stewart, Zucchero, R. Zero, M. Nava, M. Gazzè.
 Artista esclusivo e testimonial YAMAHA, ha progettato e firmato due modelli di tromba (Sib e Do) su commissione della nota casa Giapponese.
 Nello Salza nato a Sutri (VT), ha studiato al conservatorio S. Cecilia di Roma sotto la guida dei maestri Leonardo Nicosia e Biagio Bartiloro.

Nello si è gentilmente prestato a farsi intervistare telefonicamente per forumtromba, e spero che le sue parole siano di ispirazione a tutta la community come lo sono state per me.

Dunque cominciamo
:

- A che età hai iniziato a suonare? Come ti sei avvicinato alla musica e perché proprio la tromba?
Ho iniziato che avevo meno di sette anni con la banda del paese e scelsi la tromba perché fin da allora ne ero affascinato, grazie anche alle colonne sonore dei film western di Morricone che ascoltavo, come Un pugno di dollari.
Ero veramente piccolo, mi misero in mano questo strumento… ho ricordi vaghi. Prima mi diedero il bocchino e mi dissero di fare delle pernacchie. Io andai a casa ed iniziai subito a suonare sopra le canzoni dei dischi. Poi mi diedero lo strumento, ed inizia a studiare nella scuola della banda, era novembre, appena prima di S. Cecilia e nonostante le vacanze di Natale, dopo un paio di mesi già suonavo le marce sfilando con la banda a carnevale.

- Chi sono stati i tuoi insegnanti e come sono stati i giorni in cui eri studente?
Su consiglio del maestro della banda feci l'esame di ammissione al Conservatorio S. Cecilia di Roma. Ero piccolo andavo in prima media e ricordo che quel giorno era pieno di gente poi ad un certo punto chiamarono il mio nome: mio padre pensava avessi fatto una figuraccia, ma invece fui l'unico ammesso.
Il mio maestro fu Leonardo Nicosia, prima tromba per 40 anni alla RAI, della scuola siciliana stile Bodanza… I primi anni studiai con lui, poi andò in pensione e terminai gli studi con Biagio Bartiloro che all'epoca era prima tromba dell'Accademia di S. Cecilia e del quale ho pure ricordi stupendi.
Anche Fabiani, l'insegnante di solfeggio, era un mito. La cosa strana è che presi la licenza in due anni: il primo anno venni bocciato, mentre il successivo cambiai insegnante e grazie a questo maestro presi subito la licenza. Il fatto è che ero abituato a suonare ad orecchio e avevo bisogno di qualcuno che mi raddrizzasse, un maresciallo per intenderci. In pratica conseguii la licenza in un anno soltanto.
I giorni da studente sono stati bellissimi, pur viaggiando da pendolare. All'epoca in Conservatorio si respirava un'aria da collegio, giravano prime parti d'orchestra, grandi direttori, solisti. Rispetto ad ora si respirava molta cultura grazie ai veri personaggi della musica.

- All'epoca chi erano i tuoi miti della tromba?
In realtà ho scoperto molto tardi la tromba solistica. All'inizio ero attratto da Harry James, Miles Davis, i miti del jazz e dai solisti delle colonne sonore del cinema. Conoscevo a memoria le registrazioni di Lacerenza, Catania, Nicosia e pur avendo bruciato le tappe ho scoperto Maurice André relativamente tardi, all'età di 16 anni.

- Quanto studi ogni giorno? Qual è la tua routine? Quali sono gli esercizi che ritieni più importanti?
Non sono uno studioso modello, nel senso che so cosa mi serve. Se ho poco tempo per studiare non mi metto a fare 2 ore di tecnica, piuttosto mi suono 2 o 3 concerti. Fortunatamente non mi devo scaldare molto, sono stato abituato fin dal Conservatorio ad attaccare subito gli studi.
Ho un approccio abbastanza strano, per suonare Mahler o Bruckner preferisco preludiare Mozart, proprio per far si che il cervello si liberi da tante cose. Credo che le questioni tecniche a volte si possano risolvere con la musica.

- Sposi una particolare scuola d'insegnamento, passata o presente? Esiste una Scuola italiana della tromba?
Forse la Scuola italiana esisteva prima, poi l'abbiamo esportata e adesso è tutto un po' standardizzato. Mi spiace che non si sente più tanto la differenza e non so se questo sia un bene o un male. Oggi l'inglese suona come l'americano, il francese come l'italiano, l'italiano come il russo… non so se ho reso l'idea.
Sposare un tipo di scuola è difficile, l'unica scuola che non mi piace è quella che mira a non sbagliare; bisogna convivere con le difficoltà del nostro strumento e se per non rischiare di sbagliare si mette da parte la musica allora questa è la morte della musica.

- Hai mai giornate nere? Come le affronti?
Certo, ce le hanno tutti, a volte comunque le giornate nere sono anche le più produttive perché le affronti con maggiore attenzione e concentrazione.

- Secondo te, quali sono le cose importanti nel suonare la tromba?
Il suono! La cura mentale del suono. La testa dovrebbe stare dove c'è la campana e guardarci. Rispetto a tutti gli altri strumenti, nella tromba la campana sta lontano rispetto all'orecchio di chi suona. Inoltre il suono per essere bello deve essere uniforme in tutto il suo range, indipendentemente dal timbro.

- Si può imparare ad avere un bel suono e ad essere un buon musicista o ciò dipende dal talento naturale?
Si può imparare ad essere musicista, il talento può aiutare, ma deve essere comunque curato e deve avere sempre essere al servizio della musica e della melodia.

- Che consigli daresti ha una persona che vuole intraprendere lo studio della tromba?
Prima di tutto chiederei: perché proprio la tromba? Per chi inizia deve esserci una forte motivazione. Credo sia importante far capire l'importanza della musica a partire dall'ascolto e concentrarsi sulla melodia prima che sul virtuosismo tecnico. Inoltre consiglio di concepire il suono della tromba come come una voce.

- Quali sono le cose più difficili da insegnare ai principianti? E quali sono gli errori più frequenti?
All'inizio la centratura dei diversi suoni armonici; bisogna fare cantare per meglio far raggiungere la consapevolezza di quali armonici si stanno suonando.
Inoltre occorre far capire quando riposare. Molto spesso ci si riposa quando è troppo tardi e si è già sfiniti, bisogna invece anticipare il riposo. Bisogna far capire come studiare, per questo occorre una metodologia di studio personalizzata, individualizzata.

- Cosa pensi dell'impostazione? Hai mai avuto problemi al riguardo?
Fortunatamente non ho mai dovuto cambiarla, nonostante abbia le labbra molto carnose. Ma come insegnante mi è capitato di prendere la difficile decisione di correggerla ad alcuni allievi.
Se guardi John Faddis, Nakariakov… ognuno ha la propria impostazione, non ne esiste una standard uguale per tutti. Come dicevo prima, occorre individualizzare, ognuno è un caso a sè e bisogna aiutare a trovare il giusto equilibrio.

- Che consigli daresti agli insegnanti?
Prima di tutto bisogna far sentire la tromba, mettendosi però nelle orecchie dell'allievo che ancora non sono formate. A volte non serve fare cose troppo complesse che ancora non comprendono. Bisogna avere un approccio sartoriale con l'allievo e diversificare la metodologia didattica in base alle sue esigenze.
Al giorno d'oggi ci sono troppi stimoli e occorre programmare un percorso musicale graduale, imparare a recepire pian piano.

- Hai mai avuto problemi di emotività di fronte al pubblico o ai colleghi d'orchestra? Se si, come li hai superati?
Ho avuto problemi di emotività solo ai concorsi o con colleghi che sono lì solo per giudicare. Invece con il pubblico è più divertente.
A dire il vero il palcoscenico mi tranquillizza, è tutto quello che c'è prima che a volte crea nervosismo: le prove, l'organizzazione, la logistica. Quando invece sei sul palcoscenico è perché tutto è a posto, sei più sereno, hai meno pensieri e ti occupi solo della musica.

- Qual’è l'emozione più intensa che hai vissuto nella musica?
varie, tante...

- La prima che ti viene in mente?
la prima che mi viene in mente, vediamo… suonare con Bernstein, mi ha segnato la vita!
Poi ci sono anche emozioni intense negative, ricordo l'esordio con Morricone quando avevo 19 anni. Iniziai una registrazione per la prima volta con lui; gli dissero "Maestro, è arrivato Salza" e Morricone "e chi ca..o è Salza…", anche se da allora non ho mai smesso di collaborare con lui.
E poi di recente mi è capitato di suonare per la prima volta nell'anfiteatro di Sutri, della mia città; non ci avevo mai suonato prima e sentire il mio suono riecheggiare al suo interno mi ha trasmesso una forte emozione.

- Come tu da giovane sei stato ispirato dal celebre Per un pugno di dollari, credo che oggi altri saranno ispirati da La vita è bella che tu hai inciso. Visto che hai registrato numerose colonne sonore, cosa provi nel rivedere un film in cui hai suonato?
A volte mi emoziono anch'io, anche se riascolto in maniera più critica; a distanza di anni la rifaresti in modo diverso.

- E quale è la colonna sonora che ti è piaciuta di più?
La maschera, un film che non so neanche se è uscito e di cui non ricordo il regista, con una musica da pelle d'oca di Luis Bacalov.

- Sei stato prima tromba di diverse orchestre prestigiose come l'Accademia di S. Cecilia, l'Opera di Roma, S. Carlo di Napoli... Quale di queste ti ha regalato maggiori soddisfazioni? Preferisci la carriera solistica o quella orchestrale?
Suonare in orchestra vuol dire lavorare in un team, ma a volte vuol anche dire vivere come in una grossa caserma. Le soddisfazioni arrivano dalla musica che si suona. Con l'Accademia giravano direttori prestigiosi, ma anche l'ambito lirico regala grosse soddisfazioni: l'opera, un po' come nel cinema, è assai complessa e ci vuole molta elasticità nel suonare per poter dosare e contestualizzare ciò che si suona in base a ciò che succede intorno.
Come solista invece, ti diverti di più e alla fine risulta anche meno dispendioso a livello di fatica.

- Ci descrivi il tuo equipaggiamento? Come è stata la collaborazione con Yamaha visto che esistono due modelli di tromba ed anche un bocchino signature a te dedicati?
Con Yamaha sono usciti un modello in do ed uno in sib che portano il mio nome ed anche il bocchino in dotazione che è molto simile al mio Bach 7BW che ho dall'epoca del Conservatorio.
E' una tromba ibrida, molto versatile che ha riscosso un notevole interesse anche all'estero.
Ho un bocchino Jet Tone che mi regalò Maynard Ferguson in persona.
Utilizzo poi flicorno soprano e cornetta, entrambi della Yamaha con un bocchino 7BWfl, mib/re e trombino Schilke con bocchino 14A4a.
Ho una copia per ogni strumento che posseggo, si sa mai...

- Progetti futuri?
Sto portando in giro la musica del grande schermo del cinema italiano da solista. Inoltre, vorrei fare un cd con i temi dei cantautori italiani.

Grazie mille per la disponibilità e speriamo di vederci e suonare presto ancora insieme.
Giovanni


www.nellosalza.it