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Intervista ad Adam Rapa PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giovanni Abbiati   
Tiziano Codoro recentemente è stato in USA e ci ha appena inviato una mail con una gradita sorpresa per i forum trombettistici italiani: l'intervista ad Adam Rapa!

Ringraziando calorosamente Tiziano, vi auguriamo buona lettura!

Si ringrazia anche PaoloJazz per la traduzione!!


- A che età hai iniziato a suonare la tromba? Come è avvenuto “l’incontro” con la musica e perché hai scelto la tromba?

Ho iniziato in 5th grade, a 11 anni, quando la scuola mi offrì l’opportunità di iniziare partecipando al programma della banda. Non riuscivo a decidermi tra tromba e sax tenore, così lanciai una moneta. Mentre la moneta era ancora in aria ebbi un flash, una specie di visione, io da adulto che suonavo la tromba su un palco di fronte ad un pubblico sterminato. Allora capì che dovevo suonare la tromba. E POI la moneta arrivò sulla mia mano. Testa – tromba.

- Avresti mai immaginato che saresti diventato un trombettista di fama internazionale?

Assolutamente. Era il mio obiettivo dall’età di 12 anni. In 6th grade scrissi che avevo intenzione di diventare la prima tromba nella Boston Symphony Orchestra. Naturalmente, fui influenzato dopo da altri tipi di musica, e cambiai idea circa la direzione della mia carriera, ma ho sempre saputo che sarei diventato un trombettista. Da ragazzino me ne stavo ad ascoltare musica folk da ogni parte del mondo: India, Africa, Sud America, Europa Est e Ovest, e già sapevo che avrei provato a fondere insieme tutte queste influenze. Adesso quell’obiettivo sta iniziando a prendere vita. Il mio prossimo CD è una fusione di flamenco e musica classica indiana. Il seme di questo progetto è stato piantato molti molti anni fa. Quindi SI, sapevo che sarei diventato un trombettista in giro per il mondo, come un ambasciatore musicale e sostenitore di una maggiore conoscenza culturale attraverso la musica.

- Chi sono stati i tuoi insegnanti e che studente eri?

Ho avuto solo un insegnante privato, all’inizio. Scott Aruda. Ho studiato con lui dai 13 ai 15 anni, forse anche un po’ dei 16 – non ricordo. Lui ha davvero fatto un gran lavoro dandomi una tecnica solida e le basi dell’armonia. Scott era lo studente migliore di Leon Merian, e mi ha fatto studiare sul libro di Leon, “Trumpet Isometric” e anche un po’ sul Gatti. Con la sua guida, ho sviluppato una buona estensione fino al LA Bis, e suonavo come lead trumpet nelle big band al Berklee College. Direi che Scott ha fatto veramente un lavoro eccezionale!

Penso di aver avuto sempre lo stesso approccio con la tromba: a volte fanatico dello studio spendendo ore e ore al giorno – ma altre volte per niente affatto interessato a studiare e andavo avanti per giorni senza toccare la tromba. E’ sempre stato cosi per quel che ricordo, probabilmente è stato così anche quando studiavo con Scott. Non riesco ad andare cosi lontano con la memoria.

- Per quanto tempo studi ogni giorno? Qual è la tua routine quotidiane? Quali esercizi ritieni i più importanti?

Come ho anticipato nell’ultima risposta, non ho una routine costante. Non suono nemmeno ogni giorno, per lo più. Ma quando effettivamente suono, è per almeno un’ora di solito. Naturalmente ci sono ancora volte in cui suono per sei o più ore. In verità dipende da come ho programmato la giornata, dal tempo a disposizione da ripartire tra le varie cose che ho da fare. Nel tempo di studio, provo a “prendere più piccioni possibili con una fava” ("kill as many birds with one stone") in base alle mie possibilità – cioè ho creato degli esercizi che mi fanno lavorare sulla resistenza, durata della respirazione, registro alto e basso, flessibilità, articolazione, dinamiche fluidità degli armonici, tutto concentrato in pochissimo tempo, cosicché anche se ho poco tempo, viene sfruttato nel migliore dei modi.

Ancora più importante, io vedo il mio tempo di studio come estremamente focalizzato, meditativo, in cui ogni note è perfatta, non importa quanto lento io debba suonare.
Sia in casa o in viaggio, preparo una stanza pulita per me stesso, metto un po’ di olio di menta sotto il naso e sulla fronte per risvegliare i sensi, accendo le candele se è notte, e generalmente creo una atmosfera sacra, che posso modificare con la mia musica.

Fare qualche posizione yoga prima di suonare, o durante i periodi di riposo aiuta molto anche. Suono di fronte allo specchio, con il metronomo o con musica che mi dia un buon ritmo, un buon groove, e inoltre mi registro molte volte quando studio. Tutte queste cose aiutano a creare quella concentrazione che mi aiuta a trasformare anche una piccola sessione di studio in una sessione produttiva.

- Che suggerimenti daresti a chi inizia a suonare la tromba?
Hai fatto masterclass e lezioni in tutto il mondo: quali sono i problemi più comuni che trovi agli studenti?


Principianti, studenti avanzati, e professionisti, hanno tutti bisogno di sentire le stesse il più delle volte. Ai principianti servono per iniziare su una buona strada, e quelli che suonano da molto tempo spesso danno questi punti per scontati:

* Goditi ogni singola nota che suoni. Non trascurare nessuna singola nota. Sforzati di suonare ogni singola nota piena, intonata, ben articolata, non sforzata e il più naturale possibile.

* Se ti stai tormentando per suonare una nota o una frase, allora non hai ancora capito come suonare in modo naturale quella nota o frase. Io ho sbagliato in questo per parecchi anni, e sto ancora lavorando per correggere l’uso sbagliato della muscolatura nel passato. Ogni cosa tu suoni può – e probabilmente dovrebbe (se si può parlare di “doveri”… ) – suonare bella, piacevole e sembrarti facile. Cerca sempre il comfort e la rilassatezza in ogni nota. Ogni singola nota.

* Invece di suonare velocemente, tanto per farle, le cose che non ci riescono bene , spendendo la maggior parte del tempo su cose/frasi/canzoni/tonalità che sai già suonare bene, seleziona invece accuratamente proprio quelle cose che ti sembrano difficili. Scegli sempre ciò che ti sembra più difficile, frustrante, quasi impossibile. Non scappare. Ci sono solo cose conosciute e non.

* Riguardo all’ultimo paragrafo in particolare, studiare ogni cosa abbastanza lentamente finché non la si capisce. Suonare troppo veloce non permette di correggere gli errori. Se qualcosa deve essere suonata a 180 bpm, ma io la so suonare perfettamente solo a 60 bpm, allora devo mantenere questa velocità. Quindi lavorerò incrementando il tempo – solo dopo che avrò imparato perfettamente quel tempo. Provare sempre a suonare perfettamente, non importa quanto dovrai rallentare il tempo. Fissa nella tua mente esattamente la giusta coordinazione, e poi aumentare il tempo sarà facile come bere un bicchier d’acqua

* Bevi tanta e tanta acqua, tanto da farti fare la pipì chiara. Altrimenti ti ritrovi disidratato, e tutti i tuoi muscoli, incluso cervello e muscoli facciali/ tessuto labiale NON funzionano al meglio.

* Passa molto tempo ad ascoltare e prova ad imitare perfettamente il suono che senti, che ami. Io imitavo il modo in cui molti musicisti suonavano certe cose, e ancora lo faccio, solo che non sono più trombettisti adesso. Sostanzialmente, inizia con un ideale di suono nella tua testa, e concentrati nel produrre quel suono.

* Questo si allinea con un anche più vasto principio di avere sempre una lista di specifici obiettivi per cui lavorare, centrandoli uno dopo l’altro. Non devono essere grandi obiettivi. Potrebbero essere opprimenti. Cerca piccole vittorie ovunque. Ed entusiasmati per ognuna. Ti aiuterà a bilanciare tutto quel tempo speso ossessivamente a criticare te stesso.

- Cosa pensi riguardo all’impostazione?

L’impostazione rappresenta le fondamenta essenziali su cui costruire tutto il resto che serve per suonare la tromba. Se l’impostazione è forte e stabile puoi fare grandi cose. Senza fondamenta solide, ci saranno molti problemi. Su questo soggetto potrei parlare o scrivere per ore, ma per adesso, darà solo una spiegazione concentrata con i principali punti.

La maggior parte dei musicisti che ho visto hanno trovato una posizione ottimale per posizionare il bocchino sulle labbra, cosi salterò subito questa parte. L’impostazione è più del semplice “dove” mettere il bocchino. È anche importate (forse anche più importante per molti musicisti) discutere sul come le labbra e i muscoli facciali lavorano col bocchino.

La migliore descrizione che abbia mai sentito sull’impostazione è di Philip Farkas, cornista nella Chicago Symphony. Lui semplicemente l’ha descritta come una partita di “tiro alla fune” tra 2 squadre di muscoli, una squadra che sorride e l’altra che pucker. Non penso ci sia una parola italiana per “pucker”, ma puoi vedere 2 esempi qui:

questo è un pucker chiuso:
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E questo è un pucker aperto:
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Trovare il giusto bilanciamento tra un sorriso e un pucker è importante per creare la tua migliore impostazione. In molti casi, vedo musicisti che usano troppo sorriso e non abbastanza pucker. Con troppo sorriso, le tue labbra non hanno sufficiente spessore per creare un buon suono, e anche una piccola pressione verso l’interno sulle labbra può farle stancare molto presto.

Solitamente, quando i musicisti iniziano ad ingrossare le labbra sotto il bordo del bocchino, allontanando il bocchino dai loro denti, il loro suono e resistenza migliorano. Più sangue può scorrere nelle labbra, rendendole più sane, facendole lavorare più forte e più a lungo.

Ma è importante usare il giusto tipo di pucker. Un pucker chiuso, come quello del bambino nella foto, non migliorerà il tuo suono. Qusto renderà difficile far passare l’aria attraverso le labbra dentro il bocchino. Per avere un suono pieno, bello e risonante suono, è molto importante permettere alla tua aria di scorrere liberamente verso il bocchino, senza bisogno di ostacolarla con le labbra. Un pucker stretto è un modo per impedire il flusso dell’aria.

Inoltre, alcune persone usano i muscoli del pucker in un altro inefficiente modo – stringendo fortemente le labbra. Se “pursed” non è traducibile in italiano, ecco una foto d’esempio:
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Invece di permettere alle labbra di andare in avanti, questo esempio mostra cosa succede quando semplicemente teniamo le labbra ferme e vicine. Ciò anche ostacola il flusso dell’aria attraverso le labbra e dentro il bocchino. Se hai un pucker stretto, o labbra contratte e strette (pursed), l’unico modo di far passare l’aria tra le labbra e forzandola con un estremo aumento di pressione dell’aria, comprimendo molti muscoli e l’intera parte superiore del corpo. Ciò è possibile, ma non è l’opzione più efficiente. Richiede molta più energia e sacrifica comfort e relax.

Ma se scegli di suonare in questo modo, e schiacci l’aria tra le labbra strettissime, l’apertura sarà più piccola del necessario, e anche il tuo suono sarà altrettanto piccolo. Ho trovato che una maggiore apertura permette di far vibrare una maggiore superficie delle labbra, il che crea un suono più grosso e risonante. Questo è soprattutto importante per ottenere un suono bello e senza sforzi nel registro acuto.

È importante sottolineare che ciò non sto parlando di cambi di impostazione – ma di piccoli aggiustamenti che possono aiutare a migliorare la tua attuale impostazione. Puoi continuare a mettere il bocchino sulle labbra alla stesso modo e comunque fare questi aggiustamenti. Se sei curioso di provare ad aprire la tua aperture labiale e aprire il suono, ecco cosa ti raccomanderei di provare:

Inizia nello stesso modo in cui fai sempre – posiziona il bocchino sulle labbra, inizia a suonare… Adesso, guarda la foto di quella simpatica scimmia sopra… e mentre stai ancora suonando, lentamente lascia schiudersi le tue labbra a poco a poco dentro al bocchino. Le tue labbra non si apriranno cosi tanto come alla mia amica scimmia, ma anche solo immaginare quella forma delle labbra potrebbe orientarti a cercare più apertura.

Tieni in mente che un cambiamento nell’apertura richiederà un piccolo aggiustamento dell’aria per trovare il giusto bilanciamento. Si consideri il tuo corpo come una macchina suona trombe, allora devi capire che anche un piccolo cambiamento in una parte della macchina avrà effetto sulle altre parti. È tutto connesso. Se provi a cambiare una cosa, senza permettere altri aggiustamenti da altre parti, non otterrai i risultati sperati.

È possibile che la gente interpreti male queste informazioni leggendole, quindi se non senti nessun beneficio positivo dopo qualche sperimentazione, allora lascia perdere, sarei felice di aiutarti in una lezione o masterclass. Personalmente, è più facile per me imparare le cose quando posso vederle direttamente in azione. Imparo molto meglio da un video tutorial che sui manuali scritti. Se è cosi anche per te, allora è meglio per noi lavorarci insieme di persona o attraverso Skype(se il tuo inglese è buono, o se hai un traduttore).

- hai mai avuto problemi con la tua impostazione?

Oh si! un sacco di problemi! Ecco perché ho capito come correggere cosi tanti problemi. Quando ero nello spettacolo “Blast!”, presi un colpo molto forte alle labbra con un pezzo di legno. Ho preso un colpo cosi forte che mi ha spaccato le labbra dentro e fuori e allentato i denti frontali per parecchi giorni. Inoltre, è capitato che altri membri del cast sbattessero contro la mia tromba e colpendomi quindi duramente le labbra procurandomi tagli e/o contusioni varie - 4 volte! Ci sono stati molti spargimenti di sangue dai 20 ai 30 anni. Praticamente una strage. Ma sono sempre stato molto attento a non ricominciare a suonare troppo presto dopo ogni incidente. Mi son preso il tempo necessario per guarire lentamente, e le labbra sono sempre tornate in perfetta forma. Inoltre ho preso molto tempo dopo ogni incidente per lavorare solo sulle basi: sviluppare i muscoli della mia impostazione, riguadagnare una articolazione pulita dal ppp al fff e lo slurring flessibile su e giù per le serie armoniche. Questo è stato molto utile. Altra gente nello show ha avuto simili incidenti ma gli ci è voluto molto più tempo per recuperare completamente a causa della loro impazienza.

Ancora, io usavo un eccessiva pressione del bocchino sulle labbra, il che impediva alle mie labbra di avere una buona circolazione sanguigna. Questo è un problema molto comune. La stragrande maggioranza dei trombettisti ha questo vizio. Quando ho finalmente capito che era un problema, ho lentamente iniziato a sviluppare i muscoli attorno alle labbra, muscoli che non avevo mai usato prima. Mi sono impegnato a suonare con la mano sinistra per molto tempo, perché questo era l’unico modo per abbandonare il cattivo vizio di premere cosi forte la tromba contro le labbra. E ho cambiato l’equilibrio tra labbra e bocchino cosi che le mie labbra potessero sporgersi in avanti per andare incontro al bocchino, invece di spingere il bocchino verso l’interno. C’erano molti tremori nel mio suono per un po’, come un ridicolo vibrato, quando suonavo note lunghe, ma questo era un buon segno. Voleva dire che io stavo usando dei muscoli che erano molto deboli, e finalmente diventavano forti e stabili, e il tremore scompariva. I raccomando caldamente di provare questo!

Ho anche avuto l’esperienza di un persistente doppio buzz nel mio suono varie volte nella mia carriera. Una fu dopo uno di quei brutti incidenti, che mi spaventò parecchio. Pensavo che le mie labbra fossero rovinate per sempre. Ma studiando le cose lentamente e pppp, sono riuscito a scoprire la causa del problema. Dovevo aprire appena leggermente la mandibola, creare a piccolissimo spazio in più tra i denti e labbra. Lo stesso problema successe di nuovo qualche anno più tardi, quella volta la mia mandibola era troppo stretta.(deve essere del cibo che era troppo gommoso ……) tirai la mia mandibola aprendola un po’ al giorno, e di nuovo, sistemai il suono studiando flessibilità, scale, bending di mezzo tono su note lunghe, molto MOLTO lentamente e pppp e questo risolse il problema.

Ho anche recentemente cambiato l’angolo tra lo strumento e la faccia. Quando, iniziando a studiare un concerto molto difficile, mi sono accorto che per avere la necessaria flessibilità, e la capacità di suonare il pezzo abbastanza morbido, mi serviva angolare lo strumento poco poco verso il basso. Ho soltanto spostato la campano in basso di circa 1.3 cm, ma ho sentito una grande differenza. Penso che sia perché il mio labbro superiore sia più grosso di quello inferiore, e di profilo è chiaramente visibile che il labbro superiore sporge più lontano dai miei denti rispetto a quello inferiore. Finché non ho fatto questo piccolo aggiustamento, c’era ancora una leggere pressione in più sul labbro superiore che sull’inferiore, che sto vedendo adesso che non mi aiutava. NON voglio dire a chiunque di puntare il proprio strumento verso l basso. Non hanno tutti la stessa forma delle labbra o dei denti uguale a me. Il punto è: Lasciare che entrambe la labbra abbiamo uguale liberta dalla prigione della pressione del bocchino può permettere all’impostazione di funzionare meglio.

I denti sono molto importanti in questa equazione, perché se suoni con un overbite (sporgenza dei denti superiori), lo strumento dovrà essere preferibilmente spostato verso il basso. Se suoni non un underbite (sporgenza dei denti inferiori), lo strumento andrà puntato leggermente verso l’alto. Io ho una naturale overbite, e dopo vari esperimenti da ragazzo, ho trovato che era meglio per me da eliminare per suonare, cosi che i miei denti fossero in linea, creando un superficie verticale piatta. Questo mi rendeva più facile avere uguale accesso al registro alto e basso. Ho osservato che molti musicisti con una maggiore overbite o underbite hanno più facilità nel registro alto o basso, ma non ugualmente in entrambi.

Questo è un altro esperimento che puoi fare con la tua impostazione senza cambiare il posizionamento del bocchino. Può capitarti di trovare una migliore configurazione se provi facendo minuscoli spostamenti. Per provare, consiglio di suonare un arpeggio o una scala di Do Maggiore partendo dal Do centrale verso il Sol basso e quindi sali fin dove arrivi – tutto in un solo respiro, senza togliere il bocchino dalle labbra per riposizionarlo. Trova l’angolazione che ti permette maggiore uniformità ed uguaglianza. Inoltre suona qualcosa con intervallo molto ampi, salti di quinta o più.

Qualcosa tipo la pag. 128 dell’Arban funziona bene. Assicurati di non cambiare l’angolazione dello strumento mentre suoni. Sperimenta con un angolo fisso per tutto l’esercizio, suonandolo molto lentamente e preciso. Ripeti un intervallo se non ti riesce al primo colpo. Puoi suonare l’intero esercizio senza modificare l’angolazione dello strumento? Se si, congratulazioni! Se non ci riesci, allora prova a un angolazione leggermente diversa della tromba, o considera di eliminare il tuo overbite o underbite e riprova di nuovo. Tieni a mente che questi cambiamenti non sono sempre facili. La tua mente può fare resistenza quando provi un sacco di cose nuove, soprattutto quando hai a che fare col suonare la tromba. Usa il tuo buon giudizio con quanto sei disposto a sperimentare, ma se hai intenzione di provare, fallo nel modo corretto. Buttati.

Altri problemi che ho sperimentato con la mia impostazione sono per lo più relativi all’alimentazione o al clima:

Se sono disidratato, la mia resistenza è pessima. Mi stanco MOLTO più velocemente. Se la tua urina non è abbastanza chiara, hai bisogno di più acqua. Al bar, bere un bicchiere d’acqua per ogni birra è un abitudine molto utile.

Una dieta ricca di sale favorisce la ritenzione idrica, e le labbra si gonfiano. Se con un anti-infiammatorio puoi migliorare la situazione per un concerto, bene. Ma prova a stare attento sulla dieta cosi da poter prevenire certi effetti su tuo modo di suonare.

Se fuori fa freddo e/o secco, questo può avere effetto sulle tue labbra, è utile trovare una pomata per labbra che funzioni bene sulle tue labbra, che può essere facilmente tolta quando è il momento di suonare.

E se sei appena rientrato dal freddo, hai la faccia e le labbra fredde, è utilissimo buzzare liberamente le labbra sotto acqua corrente tiepida del rubinetto. A me piace anche bagnare un asciugamano con acqua tanto calda quanto riesco a sopportarla, e appoggiarlo sul viso per riscaldare i muscoli. Questo migliorerà velocemente la circolazione sanguigna nei tuoi muscoli e ti farà risparmiare tempo per il “warmup”.

- Quali sono le cose più importanti per suonare la tromba?

Questa e una questione molto vasta…

Dal lato tecnico: Studiare con intelligenza. Ogni momento in cui suoni è un esperimento, in cui analizzi cause ed effetti di ogni cosa che fai, alla ricerca del modo più efficiente e semplice. Scrivere appunti sullo studio durante le pause è utilissimo. Una memorizzazione pratica di ciò che fai può aiutarti a capire i modelli che compaiono dopo un lungo periodo di tempo.

Dal lato spirituale: Al di sopra di ogni altra cosa, desidera un bel suono e lascia che il tuo cuore canti attraverso lo strumento. C’è una citazione favolosa di uno dei miei poeti preferiti, Rumi, che lo spiega molto bene.

God picks up the reed-flute world and blows

Each note is a need coming through one of us
A passion
A longing pain

Remember the lips where the wind-breath originated
And let your note be clear
Don't try to end it
Be your note

- Rumi

- Cosa puoi dirci sull’insegnamento?

È importante per gli insegnanti rendersi conto che la gente apprende in modi differenti. Gli studenti hanno bisogno di sentire le stesse informazioni in modi diversi, perché individui diversi interpretano le informazioni in modi diversi. È importante unire la giusta spiegazione con la giusta persona per ottenere il risultato migliore. Questo vuol dire che i musicisti andranno d’accordo con certi insegnanti anziché altri.

È anche importante capire che ci sono vari modi di suonare la tromba; vari modi di soffiare l’aria nel tubo, vari modi di usare il corpo. Una volta capito ciò, devi poi capire che gli altri non dovranno suonare con il TUO modo. Varie tecniche creano diversi risultati e qualità, e i gusti della gente su suono e musica sono molto diversi. Alcuni insegnanti credono, sbagliando, di dover convertire tutto il mondo alle loro tecniche. Si sentono minacciati da idee contrastanti di altri insegnanti, e si sento offesi quando uno studente sceglie un altro insegnante o tecnica. Principalmente, questo accade per 2 ragioni:

* Pensano che se uno studente sceglie un altro insegnante o tecnica, loro hanno perso un punto al gioco – la corse alla cima della montagna del “miglior insegnante”.

* Temono che i loro concetti e tecniche siano diventati superati o obsoleti, il che renderà difficile fare soldi insegnando tali tecniche.

Comunque vada, nessuna di queste paure è sana, ma sono segno di un avido, malsano ego e cattivo insegnante. Come insegnanti dovremo semplicemente rendere disponibile la condivisione della nostra esperienza e della nostra conoscenza con i musicisti che sperano di poter migliorare la propria vita grazie a noi. Guadagnare soldi o prestigio non dovrebbe essere l’obiettivo principale di un insegnante.

Diffidate dagli insegnati che tentano di screditare altri insegnanti. Naturalmente, noi abbiamo le nostre opinioni personali, ma il modo in cui le comunichiamo dovrebbe essere rispettoso, non un disperato “trash talking”, un tentativo pesante di diffamazione.

Se pensi di diventare un insegnante un giorno, assicurati di essere abbastanza fiducioso nelle tue tecniche e abbastanza sicuro come persona, cosi da non soccombere a questo tipo di negatività. Ci sono già troppi insegnanti nel mondo con questi problemi. Servono più insegnanti che siano semplicemente una guida, e rispettino e incoraggino la diversità di idee e stili.

- Qual è l’emozione più forte che hai vissuto suonando?

La maggior parte delle esperienze più emozionanti suonando le ho avute in momenti in cui ero o felicissimo o tristissimo. In entrambi i casi, la tromba è stata come una valvola di sfogo per le emozioni. Certe forti emozioni ti permettono di superare tutte le preoccupazioni e altri dialoghi interni col tuo ego, e parlare dritto al tuo dolore o gioia dal cuore. Io credo che questo sia il vantaggio più grande di suonare; può purificarti dalle emozioni negative, coltivare emozioni positive, e creare una catarsi enorme dentro di te, e anche alle persone che sono fortunate abbastanza da sentire tutto ciò.

Due dei ricordi più forti che mi vengono in mente sono:

1) Dopo che mia madre se ne è andata, quando ero in tour con Blast part II, avevo un calendario estenuante, e non tempo o spazio per il mio dolore. C’erano molte ballad da suonare nello show, che ho usato per esprimere quei sentimenti che non riuscivo a liberare in altri modi. Ho avuto molte esperienze durante questo periodo, quando non mi rendevo conto a livello conscio di ciò che stavo suonando – e veramente dimenticavo ciò che avevo suonato nell’istante immediato dopo averlo suonato. Sentivo solo i pensieri e i sentimenti che mi scorrevano dentro. Inizialmente non riuscivo a far caso a tutto ciò, ma i colleghi mi hanno detto che ciò che suonavo era incredibile, e qualche volta li ha anche fatti piangere, persino mentre suonavano anche loro.

Non mi sono ritrovato spesso in questo stato da allora, ma questo è sopratutto perché solitamente mi trovo in situazioni musicali dove non riesco a rilassarmi al 100%, che capita solo quando suoni la stessa musica con la stessa gente regolarmente. Ma ricordo quel feeling, e spero di ritrovarlo più spesso in performance future ma senza l’esperienza del doloro allo stesso tempo.

2) L’altra occasione che ricordo è quando suonavo l’Inno Nazionale Americano al Dallas Cowboys football game. Era l’ultima partita in quello stadio prima che lo demolissero, e per quella occasione speciale, vollero un trombettista a suonare l’Inno in memoria di Tommy Loy, che lo aveva suonato con la tromba ad ogni partita per molti decenni prima di lasciarci. Ho capito fin dall’inizio che quell’evento era per Tommy, non me. Cosi sono andato verso il centro dello stadio di fronte a 60000 persone, con altri milioni davanti alla TV, e ho suonato per Tommy. Di fatto, ho invitato lui stesso a suonare attraverso me, e per tutto il tempo che ho suonato, ho inviato amore a lui e la sua famiglia. Il risultato è stato l’assenza di alcun timore. Il mio ego non si è esaltato, perché io lo avevo spento del tutto. C’era solo amore.

L’ego è una forza molto potente e dannosa, che ti può ostacolare in momenti come quello. Ti inonda di spaventosi pensieri sul fatto che io non possa suonare bene… sui pensieri della gente su di me… sugli effetti dannosi sulla mia carriera … un pensiero negativo dall’ego e io sarei potuto crollare. Ma poiché avevo mandato il mio ego a dormire durante un evento cosi rilevante,è stato un enorme successo per me.

- Potresti anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri?

La lista dei miei progetti futuri è veramente piuttosto lunga adesso…

Presto registrerò un album di musica Classica arrangiata per orchestre moderne compreso una rock band. Sarà simile alle mie esibizioni ai concerti dell’ITG ’08, comunque, l’idea e gli arrangiamenti si sono molto sviluppati adesso (E le mie parti sono anche più difficili!!) ho studiato musica Classica molto tardi, e sono impaziente di contribuire ad una nuova visione di questa musica fantastica. Ti assicuro che non hai mai sentito nulla di simile!

A luglio registrerò un album in trio con Zoltan Kiss, il folle trombonista dei Mnozil Brass, e un favoloso pianista da Vienna. Registreremo dei Tango di Astor Piazzolla. Sarà un album incredibile, virtuosistico ma allo stesso tempo accessibile per chiunque, persino per tua nonna. :D

Inoltre quest’anno spero di finire altre 2 registrazioni che ho iniziato qualche tempo fa e ho interrotto: Un eccitante album con alcuni dei più grani musicisti di Flamenco, territorio inesplorato per la tromba, e un album si musica Classica Indiana che sarà meditativo e straordinariamente bello.

Ho alcune esibizioni molto divertenti che stanno venendo su per quest’anno, incluso un Festival su Mozari negli Stati Uniti, dove sarò accompagnato da una orchestra al completo, il Melbourne Brass Festival in Australia, e il Schagerl Brass Festival a Vienna. A questi festival parteciperò suonando sia Classica che Jazz. Il 2011 è un anno molto eccitante!!




Di seguito,, l'intervista originale del nostro Tiziano, in Inglese...


- What age did you start playing trumpet? How did you "meet" the music and why you chose the trumpet?

I started in 5th grade, at age 11, when my school offered us the opportunity to start participating in the band program. I couldn't decide between the trumpet or the tenor saxophone, so I flipped a coin. In the middle of the coin toss, I had a flash, like a momentary daydream, of myself as an adult playing the trumpet on stage for a huge crowd. Then I knew it was going to be the trumpet. And THEN, the coin landed in my hand. Heads -- trumpet.

- Have you ever imagined that you'd become an international trumpet player?

Absolutely. It was my goal since age 12. In 6th grade I wrote a paper explaining that I was going to be the principal trumpet in the Boston Symphony Orchestra. Of course, I was influenced later on by other kinds of music, and changed my mind about the exact direction of my career, but I always knew I would be a trumpet player. As a teenager I was listening to folk music from all around the world: India, Africa, South America, Eastern and Western Europe, and I knew it would be my role to blend many of these influences together. Now that goal is beginning to come to life. My next CD is a fusion of Flamenco and Indian Classical music. The seeds for this project were planted a very long time ago. So yes, I knew I would be playing trumpet around the world, as a musical ambassador and advocate for greater cultural understanding through music.

- Who were your teachers and how was your time as student?

I only had one private instructor, and very early. His name was Scott Aruda. I studied with him from age 13 to 15, maybe a little into age 16 - I can't remember. He did a great job of giving me a solid technical and harmonic foundation. Scott was Leon Merian's best student, and we worked out of Leon book, "Trumpet Isometrics" and also a little out of the Gatti book. With his guidance, I developed a solid range up to double A, and was playing lead trumpet at big bands in Berklee College. I'd say he did a fantastic job!

I think I've always had the same approach with trumpet: sometimes very passionate about practicing, spending hours and hours per day - but also sometimes not interested in practicing at all, and going days without playing at all. It's been that way as long as I can remember, and I was probably that way with Scott as well. My memory doesn't really go back that far.


- How long do you study everyday? what is your daily routine? what exercise do you think are the most important?

As I started saying in the last question, I don't have a steady routine. I don't even play every day, most of the time. But when I do play, it's for at least an hour usually. Of course there are still times when I play for six hours or more. It really depends on my schedule, and whether I have other things competing for my time. In my practice time, I try to "kill as many birds with one stone" as much as possible -- meaning I create exercises that let me work on endurance, length of breath, high & low range, flexibility, articulation, dynamics, and harmonic fluency, within a very short time, so that even if my practice session isn't very long, it will still be well-rounded.

Most importantly, I treat my practice time as extremely focused, meditative time, where absolutely every note is perfect, no matter how slow I must play. Whether at home, or on the road, I prepare a clean room for myself, put some peppermint oil under my nose and on my forehead to awaken my senses, light candles if it's night time, and generally create an atmosphere that is sacred, where massive changes can happen with my playing.

Doing a few yoga postures before I play, or during my rest periods helps very much as well. I play in front of a mirror, with a metronome or music that gives me a solid metronomic groove, and I record myself a lot of the time as well. These things all help create a sense of focus that helps me to make even a short practice time a very productive one.


- What are the suggestions you'd give to someone who is goin to start playing trumpet?
You did masterclass and lessons all over the world: what are the most common problems you found out in the students?


Beginners, long time students, and professionals all need to hear the same things most of the time. Beginners need them to start on a good path, and people who have been playing for a very long time often take these important points for granted:

* Savor every single note you play. Don't take a single note for granted. Strive to make every note as resonant, in tune, well-articulated and effortless as possible.

* If you are straining to play a note or phrase, then you are preventing the possibility of discovering the effortless way to play that note or phrase. I was guilty of this for many years, and I'm still reprogramming inefficient muscle memory from my past. Everything you play can -- and probably should (if there are ANY "shoulds"...) -- sound beautiful and feel easy. Always search for comfort and relaxation in every note. Every single note.

* Instead of blowing right past something that didn't come out right and spending more time on things/phrases/songs/keys that you play well, spend the majority of your time really nit-picking things that are a challenge. Always aim for what sucks the most. Don't run away from it. There's only the familiar and the unfamiliar.

* Regarding the last paragraph especially, practice everything slowly enough so that you can really nail it. Playing too fast is the leading cause of letting poop fall out your bell. If it's something that's supposed to be played at 180 bpm, and I can only play it perfectly at 60 bpm, thats where I stay. Then I'll work up the tempo incrementally - only once I own the coordination at that tempo. Always try to play perfectly, no matter tempo you need to slow it down to. Teach your brain exactly the right coordination, and then cranking up the tempo will be a piece of cake.

* Drink enough water that your always pissing clear. Otherwise you're dehydrated, and all of your muscles, including your brain and facial muscles/lip tissue are NOT functioning at their best.

* Spend a lot of time listening to and trying to perfectly emulate sounds you hear that you love. I used to emulate the way lots of players played certain things, and still do, it's just that they're not trumpet players anymore. Basically, start with an ideal sound in your head, and aim to produce that ideal sound.

* That falls in line with an even larger principle of always having specific goals you're working towards, and knocking them of the list one by one. They don't have to be very big goals either. That can get overwhelming. Look for little victories everywhere. And celebrate them. It'll help balance out all of the time spent obsessively nit-picking yourself.


- What do you think about embouchure?

The embouchure is the essential foundation that your trumpet playing is built upon. If it's strong and stable, you can accomplish great things. Without a solid foundation, there will be many problems. This is a subject I could talk or write about for hours, but for now, I'll just give condensed explanations for some of the most important points.

Most players I've seen have found a perfectly good position for placing the mouthpiece on the lips, so I'll skip past this subject. There is more to the embouchure than simply where you put the mouthpiece. It's also important (maybe even more important for most players) to discuss how your lip tissue and facial muscles connect with the mouthpiece.

The best description I've ever heard about the embouchure came from Philip Farkas, who played horn in the Chicago Symphony. He basically described it as a game of "Tug of War" between two sets of muscles, the ones that smile and the ones that pucker. I don't think there's a word in Italian for "pucker", but you can see two examples here:

This is a closed pucker:

Closed pucker.jpeg
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And this is an open pucker:

Open pucker.jpeg
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Finding the right balance between a smile and a pucker is important to create your best embouchure. In many cases, I see players who use too much smile and not enough pucker. With too much smile, your lips don't have enough thickness to create a good sound, and even a little inward pressure on the lips can make them tired very quickly.

Usually, when players begin to emphasize making the lips thicker underneath the rim of the mouthpiece, pushing the rim further away from their teeth, their sound and endurance improves. More blood can flow in and out of the lips, keeping them healthier, working stronger and longer.

But it's important to use the right kind of pucker. A closed pucker, like we see with the boy above, will not improve your sound. That will make it difficult to move air through your lips into the mouthpiece. To have a full, beautifully resonant sound, it's very important to allow your air to move freely into the mouthpiece, without needing to fight its way through the lips. A tight pucker is one way of impeding that flow.

Also, some people use their pucker muscles in another inefficient way - by tightly pursing their lips. If there's no word in Italian for "pursed", here is an example:

Pursed.jpeg
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Instead of allowing the lips to grow forward, this example shows what happens when you just clamp the lips together. That also makes it very difficult to move air through the lips and into the mouthpiece. If you have a tight pucker, or tightly pursed lips, the only way to move air through the lips is to force it through with an extreme amount of air pressure, by squeezing many muscles and compressing your whole upper body. This is definitely possible, but not the most efficient option. It requires much more energy to be spent, and it sacrifices your relaxation and comfort.

But if you chose to play that way, and you squeeze the air through very tightened lips, the size of your aperture will be smaller than necessary, and your sound will also be smaller than necessary. I've found that a more open aperture allows more of the surface area of my lips to be used for vibration, which creates a bigger, more resonant sound. This is especially important for opening up a beautiful and effortless sound in the upper register.

It's important to explain that what I'm describing are not embouchure changes - they're small adjustments that can help optimize your existing embouchure. You can continue to put the mouthpiece on your lips the same way and still make these adjustments. If you're curious about trying to open up your aperture and opening your sound, here is what I'd recommend trying:

Start the same way you always do - place the mouthpiece on your lips, begin to play... And then, look at the picture of that cute monkey above.... and while you're still playing, slowly allow your lips blossom open little by little inside the mouthpiece. Your lips won't open as much as my monkey friend, but even just imagining that shape of the lips might inspire you to find more openness.

Keep in mind that a change in the aperture will require a small adjustment of your air to find the right balance. If you consider your body to be a trumpet playing machine, then you must understand that even a small change in one part of the machine will effect the other parts. Everything is connected. If you try to change one thing, without allowing for small adjustments elsewhere, it may not bring the results you're expecting.

It is possible for people to misinterpret this information when reading it, so if you don't feel positive benefits after some time of experimentation, then put it away, I would be happy to help you in a lesson or masterclass. Personally, it's much easier for me to learn things when I can see it being done. I learn much better from tutorial videos than written manuals. If this is the case for you too, then it's better for us to work together in person or through Skype (if your English is good, or you have a translator).


- Have you ever had problem with your embouchure?

Oh yes! I've had many problems! Which is why I understand how to fix so many problems. When I was in the show, "Blast!", I was hit very hard in my lips with a piece of wood. I was hit so hard that it split my lips open on the inside and outside and loosened my front teeth for several days. Also, I've had other cast members run into my horn and smash it into my lips hard enough to cut and/or severely bruise them - 4 times! There was a lot of bloodshed in my twenties. A lot of bloodshed. But I was very careful not to start playing too early after each injury. I took the time to recover slowly, and the lips always seemed to heal well. Then I took a long time after every injury to work only on the basics: developing the muscles my embouchure, regaining a clear articulation from ppp to fff, and flexible slurring up and down the harmonic series. This was very helpful. Other people in the show had similar injuries but took much longer to recover because they were impatient.

Also, I used to use too much inward pressure, which prevented my lips from having proper blood circulation. This is extremely common. The large majority of trumpet players have this habit. When I finally understood that this was a problem, I slowly began to grow muscle in the ring on the lips where there was no muscle. I had to play left-handed for a very long time, because that was the only way to change my habit of pressing the mouthpiece into my lips so hard. And I changed the balance between my lips and the mouthpiece so that my lips were growing forward to meet the mouthpiece, instead of the mouthpiece pushing inward. There was a lot of quivering in my sound for a while, like a silly vibrato, when I played long tones, but that was a good sign. It meant I was using the muscles that were very weak, and eventually they became strong and stable,and the quivering disappeared. I highly recommend trying this!

I've aso experienced a very persistent double buzz in my sound several times in my career. Once was after one of those bad injuries, which really scared me. I thought my lips were ruined. But by practicing things slowly at pppp, I was able to discover the root of the problem. I needed to open my jaw just slightly, create a very tiny bit more space between my teeth and my lips. The same problem happened again a few years later during a time when my jaw was too tight. (Must have been some food that was too chewy.....) I stretched my jaw open a little every day., and again, I fixed the sound by playing flexibilities, scales, half-step bending on long tones, very VERY slowly at pppp and it corrected the problem.

I've also recently changed the angle of my horn to my face. As I recently began practicing a very difficult concerto, I realized that in order to have the necessary flexibility, and the ability to play the piece softly enough, I needed to angle the horn very sightly downward. I only moved the bell down by around 1.3 centimeters, but it made a big difference. I suspect that this is because my top lip is thicker than my bottom lip, and in profile view, it's clearly visible that my top lip protrudes further out from my teeth than my bottom lip. Until I made this small adjustment, there was still a little more pressure on the top lip than the bottom, which I now see was not helping me. I'm NOT recommending that everyone tip their horn down slightly. Nobody has the same shaped lips or teeth as me. The point is: Allowing both of the lips to have equal freedom from the imprisonment of inward pressure from the mouthpiece can allow the embouchure to function better.

The teeth are very important in this equation, because if you play with an overbite, the horn will most likely need to point slightly downward. If you play with an underbite, the horn will need to point slightly upward. I have a natural overbite, and after a lot of experimenting as a kid, I found that it was best for me to eliminate it when I play so that my teeth are equal, creating one flat, vertical surface. This made it easier for me to have equal access to my upper and lower register. I have observed that most players with either a major overbite or underbite have an easier time playing in either the upper register or lower register - but not both equally.

That is another experiment you can make to your embouchure without changing the rim placement. it's possible that you might find a better configuration if you experiment with making very small adjustments. For experimenting with this, I recommend playing a C major arpeggio or scale starting on middle C down to low G and then up as high as you can go - all in one breath, without taking the mouthpiece off your lips and resetting with a different placement. Find the angle that allows you the most evenness and freedom. Also, play something wide very wide intervalic jumps, at least a fifth or wider.

Something like page 128 of the Arban Book works nicely. Make sure that you don't change the angle of the horn while you play. Experiment with only one angle at a time for the whole exercise, playing very slowly and precisely. Repeat an interval if you don't get it the first time. Can you play the whole line without changing the angle of your horn? If so, then congratulations! If not, then try a slightly different angle with the horn, or consider eliminating your overbite or underbite and trying again. Keep in mind that changing these things isn't always easy. Your mind can approach a lot of things with resistance, especially when you're paying your bills with trumpet playing. Use good judgement with how much you're willing to experiment, but if you're going to experiment, make it an honest attempt. Jump with your arms wide open.

Other problems I've experienced with my embouchure are mostly related to diet or climate:

If I'm dehydrated, my endurance is shit. I get tired MUCH more quickly. If you're urine isn't almost clear, you need more water. At the bar, drinking one water for every beer is a very helpful habit.

If I've eaten way too much salt, and I'll retain too much water, then my lips become swollen. If you need an anti-inflamatory to fix the situation on a gig, fine. But try to be mindful of your diet so that you can follow the patterns of case and effect on your playing.

If it's cold and/or dry outside, that also changes the condition of the lips. It's helpful to find a lip balm that works well for your lips, which can easily be wiped away when it's time to play.

And if you've just walked in from the cold, and your lips and face are cold, it's great to loosely buzz your lips under warm running water from the faucet. I also like to wet a facecloth with water as hot as I can tolerate, and hold it onto my face to warm up the muscles. This will quickly give your muscles better blood circulation and save you time on your "warmup".


- What are the most important thing in playing trumpet?

That's a very wide question.....

On the technical side: Practice intelligently. Every moment you play is an experiment, where you're analyzing the cause and effect of everything you do, searching for greater efficiency and ease. Writing notes about your practice during the breaks is very helpful. A practice log can help you to understand patterns that appear over larger periods of time.

On the spiritual side: Above all else, aspire to make a beautiful sound and let your heart sing through the horn. Here is a wonderful quote from one of my favorite poets, Rumi, which says it very well.

God picks up the reed-flute world and blows

Each note is a need coming through one of us
A passion
A longing pain

Remember the lips where the wind-breath originated
And let your note be clear
Don't try to end it
Be your note

- Rumi


- And about teaching?

It's important for teachers to understand that people learn in many different ways. They need to hear the same information in different ways, because different people interpret information in different ways. It's important to try matching the right explanation with the right person to create the best results. That means that players will resonate with certain teachers instead of others.

It's also important to understand that there are many ways to play the trumpet; many ways of blowing air into the tubes; many ways of using your body. Once you realize that, you must then realize you must that not everyone must play YOUR way. Various techniques create various results and qualities, and peoples tastes for sound and music are very diverse. Some teachers make the mistake of feeling like they need to convert the world to play with their technique. They feel threatened by contrasting perspectives from other teachers, and they feel insulted when a student chooses another teacher or technique. Mostly, this is for two reasons:

* They feel that if a student chooses another teacher or technique, they've lost a point in the game - the race to the top of the "best teacher" mountain.

* The fear that their own perspective or technique will become outdated or obsolete, which will make it difficult to earn money by teaching their perspective or technique.

Either way, neither of these fears are healthy, and they are a sign of an greedy, unhealthy ego and a bad teacher. As teachers we should simply make ourselves available to share our experience and our knowledge with players in the hopes that we can help improve their lives. Earning money or gaining prestige should not be the motivating factors for a teacher.

Beware of teachers who spend their time actively trying to discredit another teacher. Of course, we all have personal opinions, but the manner in which we express them should be respectful, not desperate "trash talking".

If you want to become a teacher someday, make sure you are confident enough in your technique and secure enough as a person, so that you will not succumb to this kind of negativity. There are already too many teachers in the world with this problem. We need more teachers who are here simply to inspire, and who will respect and encourage the diversity of ideas and styles.


- What is the most powerful emotion you lived playing?

Most of my most powerful experiences while playing have been in times where I've been the most happy or the most sad. In both cases, the trumpet has been like a pressure release valve for the emotion. Such strong emotions allow you to bypass all fears and other internal dialogue from the ego and speak straight from the pain or joy from the heart. I believe this is the greatest thing about playing music; it can purge negative emotions, cultivate positive emotions, and create a huge catharsis within you, and also for the people who are lucky enough to hear you when it happens.

Two of the strongest memories that come to mind are:

1) During the period of time after my mom passed away, when I was on tour with Blast part II, I had a grueling schedule, and no time or private space to grieve. There were a lot of ballads in this show, which I used to express the emotions that weren't being purged in any other way. I had many experiences during this period when I wasn't aware of what I was playing on a conscious level - and I really couldn't remember what I had just played immediately afterward. I was only aware of the thoughts and feelings that were flowing. At first I was concerned about not being conscious during these times, but other cast members told me that the playing was incredible, and occasionally it made them cry, even while they were also performing.

This isn't a state I've found myself in very often since then, but that's mostly because I'm usually in musical situations where I'm not able to relax and be 100% comfortable, which only happens when you play the same music with the same people regularly. But I remember the feeling, and I hope to return to it much more in future performances without having to experience such pain at the same time.

2) The other occasion that comes to mind is when I played the American National Anthem at a Dallas Cowboys football game. It was the last game ever at that stadium before they demolished it, and for that special occasion, they wanted to have a trumpet player perform the Anthem in memory of Tommy Loy, who had performed it on trumpet at every game for several decades before passing away. I understood from the beginning that this occasion was about Tommy, not about me. So when I walked to the center of the stadium in front of 60,000 people, with millions more watching in TV, I played for Tommy. In fact, I invited him to play it through me, and the whole time I played, I was sending love to him and his family. As a result, there was no fear. My ego did not freak out, because I turned my ego off completely. There as only love.

The ego is a very powerful and dangerous force, which can easily sabotage you in moments like that. All it would take is one fearful thought about what would happen if I didn't play well... what people would think of me... how it would hurt my career.... One negative thought from the ego and I could have crashed and burned. But because I managed to put my ego to sleep during an event with so much pressure, that stands out as a huge success for me.


- Could you tell us something about your future projects?

The list of future projects is actually pretty large right now....

Soon I'll record an album of Classical music arranged for modern instrumentation including rock band. This will be similar to the material I performed in my feature concerts at ITG '08, however, the concept and the arrangements have been developed much more now. (And my parts are even more difficult!!) I've been practicing Classical music very much lately, and I'm looking forward to contributing a new perspective to this wonderful music. I promise you will never have heard anything like it!

In July, I'm recording a trio album with Zoltan Kiss, the freakish trombone player from Mnozil Brass, and a wonderful pianist from Vienna. We'll be recording the Tango music of Astor Piazzolla. It will be an incredible album, both virtuosic and accessible to everyone, even your grandmother. :-)

Also this year I hope to finish two other recordings I started a while ago and have taken a break from: An exciting album with some of the world's greatest Flamenco musicians, which is unchartered territory for the trumpet, and an album of Indian Classical music which will be meditative and hauntingly beautiful.

I have some very fun performances coming up his year, including a Mozart Festival in the US, where I'll be accompanied by full orchestra, the Melbourne Brass Festival in Australia, and the Schagerl Brass Festival in Vienna. These festivals will feature both my Jazz and Classical playing. 2011 is a very exciting year!!