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Intervista a Piergiuseppe Doldi PDF Stampa E-mail
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Scritto da bonkers_corp   
Gherardo Dacquati dello staff di ForumTromba.it ci regala questa fantastica intervista a Piergiuseppe Doldi, prima tromba del teatro La Fenice di Venezia.


Salve  a tutti e grazie per l’invito al forum, non ho letto le interviste degli altri illustri colleghi a causa del poco tempo libero di questo periodo per cui premetto che probabilmente certe risposte saranno comuni.


- A che età hai iniziato a suonare? Come ti sei avvicinato alla musica e perché proprio la tromba?

Ho iniziato a pensare alla musica intorno ai 7 – 8 anni ma purtroppo nella scuola della banda del mio paese non accettavano bambini di quell’età… mi sono allora orientato verso l’ipotetico studio della chitarra elettrica ma anche li porte chiuse causa l’età… La passione per la tromba era già viva ( il mio vicino di casa suonava la tromba ) e la banda del paese era una forte attrattiva… mi ricordo che in casa mi attaccavo alla bottiglia dell’acqua e facevo finta di suonare la tromba… finalmente a 10 anni sono riuscito ad iscrivermi alla scuola di musica della banda cittadina con grande soddisfazione è arrivata presto la prima delusione.. ai tempi invece di farti scegliere lo strumento che volevi te ne affibbiavano uno libero.. e a me toccò la Tuba… tornato a casa cercai di farmene una ragione ma dopo una settimana grazie a un prestito del mio vicino di casa tornai dal maestro della banda e dissi “ io voglio suonare questa!”. A quel punto mi fu affidato un flicorno soprano a cilindri credo pre guerra mondiale… così ebbe inizio il tutto!

- Hai preso subito seriamente lo studio della tromba o hai iniziato a farlo da un certo periodo o da una certa circostanza?
A dire il vero non sono mai stato troppo studioso ma la tromba è sempre stata una passione per cui sin dall’inizio mi sono dedicato alla pratica .. la chiamo pratica perché non era un vero studio… poi l’adolescenza come per tutti credo è stato un periodo in cui ho trascurato un po’ tutto pur continuando a suonare… diciamo che la prima parte di studio è iniziata a 16 anni quando sono entrato in Conservatorio ma anche qui per diversi anni ho studicchiato per così dire.. la consapevolezza del vero studio è venuta molto dopo ormai diplomato grazie anche alla frequentazione di altri trombettisti che cominciavano a guardare oltre confine a nuove scuole.

- Sposi una particolare scuola d'insegnamento, passata o presente?
Non sposo nessuna scuola in particolare anche se ho una mia idea ben precisa di quello che ricerco ma credo che si possa imparare qualcosa di buono e utile da tutti persino da qualcuno che non ti piace! Sviluppare senso critico e capire ciò che è buono e ciò che è cattivo è importantissimo! Senza questo non puoi sapere che strada imboccare! Nella mia esperienza ho imparato molto più dagli errori che dai successi! Posso dire che i miei errori lo studio di essi e la perseveranza mi hanno portato ai miei successi!

- Hai mai giornate nere? Come le affronti?
Dire che non si hanno giornate nere  sarebbe la bugia più grande di questa terra… sono umano e suonare la tromba è anche fisicità per cui non sempre stai bene non sempre i muscoli reagiscono come vorresti non sempre il tuo umore è alle stelle etc… sono molto autocritico e quando capitano queste giornate mi deprimo e divento intrattabile.. ciò nonostante ho imparato ad accetarle come ho imparato ad accettare i miei limiti pur cercando ogni giorno di andare oltre… la cosa in assoluto che ognuno di noi dovrebbe ricordarsi è che fin quando viviamo impariamo per cui analizzo e sviluppo psicologicamente le giornate nere, cerco di capire il perché, quello che ho fatto il giorno prima quello che ho mangiato bevuto etc… insomma cerco di trarre insegnamento anche da questo.. e poi metto via la tromba e vado a bermi una birra! Domani è un altro giorno e tutto sarà meglio!

- Cosa pensi dell'impostazione? Hai mai avuto problemi al riguardo?
Non credo esista un’impostazione giusta e una sbagliata… ognuno deve ricercare quella che più lo fa sentire comodo..  quella che ti fa sentire più a casa possibile e raggiungere la qualità di suono che ricerchi… tutti conoscete il grande trombettista e mio caro amico Andrea Giuffredi.. beh quando era in Conservatorio cercarono di cambiargli impostazione e gli dissero che con la sua impostazione non avrebbe mai fatto una nota… credo sia superfluo dire che il povero Maestro di Conservatorio non aveva capito proprio nulla…. Io stesso non suono proprio centrale sono leggermente spostato sulla sinistra… e che dire di Tamas Velenczei Prima Tromba dei Berliner Philarmonicher? Suona completamente spostato dal centro e suona da Dio!!!

- Secondo te, quali sono le cose importanti nel suonare la tromba?
Credo che l’unica cosa veramente importante per suonare uno strumento sia la passione!!! Senza di questa meglio cambiare rotta subito!

- Hai mai avuto problemi di emotività di fronte al pubblico o ai colleghi d'orchestra? Se si,  come li hai superati?
I problemi di emotività ti accompagnano dalla prima nota all’ultima che farai… per tanti anni ho avuto veramente fortissimi problemi di emotività soprattutto in concorso… ho fatto esami a dir poco catastrofici.. con il tempo ho dovuto imparare a dominarmi anche se ancora oggi non ci sono riuscito al 100%... ho dovuto imparare a mutare una emotività negativa in positiva… più che trombettista mi piace quando qualcuno mi definisce musicista per questo sono fermamente convinto che non esiste musica senza emozione e soprattutto  cerco di trasmettere al pubblico le mie emozioni quando suono.. emozioni positive le chiamo! Ovviamente non è stato un percorso semplice e ci lavoro ogni giorno ancora adesso.. mi aiuta la preparazione.. studio come se fossi sempre davanti al pubblico non lascio niente al caso ( non mi piacciono i salti nel buio, voglio sapere dove cado !). In concerto mi concentro al massimo e più suono qualcosa di impegnativo più ripeto a me stesso che voglio suonarlo al meglio, mi concentro sull’aspetto tecnico.. quello che deve fare il mio corpo per ottenere il risultato mi ripeto non esagerare tutti i meccanismi devo funzionare… un po’ di sano egocentrismo aiuta, sentirti il migliore in quel momento e crederci fermamente… e poi alla fine di tutta questa preparazione penso unicamente alla musica, al piacere che mi da e che spero possa dare agli spettatori!

- Com’è la vita in orchestra? Il bello e il brutto.
L’orchestra è un piccolo zoo… ci sono tutti gli animali proprio tutti… scherzi a parte penso che sia un micro mondo e una micro società mediamente organizzata dove ognuno ha il suo ruolo… non concepisco orchestre democratiche in quanto ognuno di noi è al servizio della musica e soprattutto al servizio del direttore d’orchestra bravo o cattivo che sia lui decide come vuole una cosa e noi dobbiamo eseguire che ci piaccia o no… sarà lui poi ad assumersi le responsabilità dell’esecuzione! Purtroppo molti strumentisti non accettano questo dictat e spesso ci sono discussioni… personalmente penso che un professore d’orchestra debba essere in grado di  suonare come gli viene richiesto poi le proprie valutazioni le farà in altra sede!
La cosa veramente brutta che riscontro nelle Orchestre Italiane è la perdita di passione in quello che si fa da parte di molti colleghi… purtroppo sono in molti a scaldare la sedia per così dire e questo contribuisce a dare un’immagine orrenda del musicista nella nostra società… purtroppo molte persone non si sono guadagnate il posto ed oltre a questo pensano solo ai diritti e mai ai doveri… io cerco di pensare a quanto è bello suonare e vivere di musica e questo mi basta!

- Che libri/metodi suggerisci ai tuoi studenti, principianti o avanzati?
Nel mio percorso di studio ho trovato essenziali per me lo Stamp ,Charlier ,Sachs, Scholsberg, Colin e Arban. Tutti metodi non contemplati dal corso di studi del Conservatorio…. No comment su questo!

- Qual è il miglior consiglio che ti sia stato dato?
Credi in te stesso!

- Hai mai preso “batoste”?
Batoste???!! Una valanga!!!

- Dacci le percentuali d’importanza di equipaggiamento, aria, imboccatura e lingua…
Non credo si possano dare percentuali sono tutte importanti!

- A livello artistico e musicale come pensi sia vista l’Italia all’estero?
Posso dire che da parte della gente comune ci sia molta ammirazione per l’arte Italiana e lo vedo ogni giorno qui a Venezia! Da parte degli addetti ai lavori invece c’è molto snobismo più che verso la musica verso i musicisti Italiani.. sempre grazie all’immagine che danno alcuni e soprattutto alla scarsa preparazione che danno le nostre scuole… credo però che negli ultimi anni abbiamo saputo dimostrare che non siamo affatto gli ultimi in classifica anzi…

- Puoi riassumerci in pochi cenni la tua filosofia musicale e trombettistica?
Non saprei come riassumerla se non dicendo che la musica è la mia vita!

- Hai mai pensato di smettere di suonare? Cosa ti spinge a suonare adesso?
Ho pensato spesso a smettere prima di vincere il concorso alla Fenice… per oltre 15 anni ho vissuto nel precariato e ho fatto di tutto con la tromba e senza… con la tromba ho suonato dal livello più basso a quello più alto.. per capirci dall’operetta da giro alla Scala… ho fatto altri lavori.. cameriere facchino posatore di parquet.. ho però perseverato e nonostante molti mi considerassero un perdente alla fine ho vinto e a cambiare lavoro sono stati altri…

- Mancare un giorno di studio è come suicidarsi? Se hai qualche giorno di riposo, cosa fai quando ritorni allo strumento?
Cerco di non stare mai troppi giorni senza studio onestamente non ricordo periodi oltre i 3 giorni senza studio… non voglio andare troppo giù perché sono pigro e ricominciare lo studio dalle basi mi scoccia… nel periodo di ferie continuo lo studio di base così da non dover fare fatica per la ripresa!

- Una cosa su tutte alla quale non rinunceresti mai nel tuo studio e nella tua vita da musicista in generale.
Credo che non rinuncerei mai alla musica!


GRAZIE ! ! !