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Scritto da bonkers_corp   
Zosimo ci offre questa nuova e fantastica intervista ad Aldo Bassi, che lo staff di ForumTromba.it non può che pubblicare immediatamente in prima pagina!


Ecco l'intervista fresca fresca. Per contattare Aldo o comprare i suoi cd. libri o altro il sito è questo: http://www.aldobassi.it/
Purtroppo Aldo di cose da dire ne ha tante, ma l'intervista non può essere un libro. Magari se volete potremmo approfondire con lui il discorso conservatorio e riforma e il suo periodo cubano.

Scusate varie errori e refusi. buona lettura.


-Ciao Aldo, finalmente ci incontriamo anche sulle pagine del forum. Come va e soprattutto visto che siamo ad Ottobre, come è andata l’estate per te musicalmente parlando?


Ciao, innanzitutto ti ringrazio per l’intervista, mi fa molto piacere visto che il tuo forum è ben seguito ed è pieno di contenuti intererssanti.

Rispondendo alla tua prima domanda ti dico che va tutto bene…. anche se potrebbe andare meglio! Mi spiego.. dicono che c’è la crisi… io sinceramente non me ne accorgo… forse sto lavorando ancora di più in questo periodo… ma questo non significa che la crisi per il jazz non ci sia , significa invece che sto vivendo un momento felice della mia vita musicale, ma le cose vanno pressappoco allo stesso modo di sempre perché c’è la crisi. Sappiamo benissimo che in questo sistema capitalistico per molti direttori artistici e organizzatori di eventi musicali contano solo i numeri al botteghino  . Questa mentalità del ca…. ha portato a far si che suonino quasi sempre i soliti 10 nomi del jazz italiano. L’Italia è il paese delle caste, delle lobby… poteva forse mancare quella del jazz?? E’ un sistema sbagliato che fonda le sue radici già nella scuola materna.. questo è un discorso molto lungo che mi piacerebbe affrontare con la dovuta calma in un secondo momento, anche perché ho deciso seriamente di abbatterlo… e non sono il solo a pensarla così.. ci vorrà un po’ di tempo ma ci riusciremo… abbiate fede, nuove generazioni!!

-L’anno che volge al termine, è stato molto impegnativo e ricco di gioie per te. Dalla nascita della tua splendida bambina (auguri da tutto il forum) all’uscita del tuo ultimo cd Solo. Prima di passare alle domande tecniche, vorrei chiederti: qual è il segreto per essere un buon padre e un grande trombettista in giro per l’Italia?

Grazie per gli auguri… per essere dei buoni papà ed essere sempre in movimento bisogna puntare di più sulla qualità e non sulla quantità. Quando sto con la mia prima figlia Michela, ci sto con tutto me stesso, anche se ci vediamo poco perché non viviamo insieme. Sarà perché lei è una persona meravigliosa, solare e sempre felice, il risultato è che abbiamo un bellissimo rapporto. Quando stiamo insieme è sempre tutto bello, tutto facile. Per quanto riguarda l’altra figlia, la piccola Nina, è un grande impegno in questo momento perché ha bisogno di mille attenzioni e anche di quantità di tempo.. non solo di qualità. E’ una grande gioia e fonte di ispirazione… in due mesi ho scritto musica per due cd…. Non mi era mai successo di farlo in così poco tempo. Per il discorso del grande trombettista ti ringrazio della stima riposta, credo che ci voglia un impegno e sacrificio veramente grande. Einstein diceva pressappoco così: <Dicono di me che sono un genio… se fosse vero che ho del talento è sicuramente il 2%... l’altro 98% è l’immenso impegno che metto nel mio lavoro!!>

-Com’ è maturata l’idea di suonare un cd solo tromba, senza nessun tipo di accompagnamento ed effetto?

Stavo pensando a qualcosa di speciale, di unico, che potesse mettere un punto e a capo nella mia vita musicale per festeggiare 40 anni di rapporto con la tromba. Qualcosa che non avevo mai fatto e che quando ho iniziato a fare mi sono accorto che la sfida era ancora più grande delle premesse. Inizialmente ho pensato: da solo deve essere ancora più facile!! Macchè!! È molto più difficile andare a tempo, intonarsi e rimanere nelle strutture. E’ come camminare bendati!! Non solo, per far capire le armonie, ho dovuto rivedere il mio modo di fraseggiare. Diciamo che il “Solo” è un mondo a parte!!

-Una cosa del genere è stata già affrontata da altri o sei stato un pioniere?

Che io sappia, Sonny Rollins fece un disco in solo, che fu poi seguito da Joe Henderson.
Per quanto riguarda trombettisti invece, da sempre John Hassel fa dei cd in solo, ma sempre con multi effetti o sovra incisioni. Abbiamo ultimamente un buon esempio di solo con multi effetti dell’amico Luca Aquino. Ho trovato un bellissimo lavoro di Marcus Stockhausen in solo senza effetti, ma in questo caso non si tratta di jazz, ma di musica classica moderna.
Nel mio cd “Solo” non ho usato nessun tipo di effetto o sovra incisione. Sono addirittura andato in una chiesa sconsacrata per registrare alcuni brani per avere il riverbero naturale della chiesa.

-Come è stato accolto dai puristi del jazz? Soprattutto nel momento di registrare non ti è mai venuto in mente che potesse essere un cd solo per una ristretta cerchia di musicisti?

Devo dire che non mi sono mai preoccupato dei puristi del jazz. Il jazz tradizionale (gli standard per capirci) lo studio tutti i giorni e apprezzo chi fa soltanto quello, se lo fa bene, ma la mia bussola musicale mi ha sempre guidato verso l’attuale e il nuovo, l’inesplorato… ecco perché nel 2010 ho pubblicato “New Research”. Se Miles avesse suonato sempre la musica di Armstrong per tutta la sua vita, ci saremmo persi qual cosina, oppure no?!?!
Nel cd ci sono pezzi classici del jazz come A Night in Tunisia, Round Midnight e pezzi tuoi. Qual è il criterio che ti ha portato a questa scelta?
Fai delle bellissime e pertinenti domande… complimenti!! Ho scelto quei classici del jazz perché ognuno di essi rappresenta un trombettista storico che mi ha dato ispirazione nel mio percorso di trombettista. Invece ho scelto quei brani originali perché hanno scandito alcune mie fasi musicali importanti… e comunque, come spiego nelle note di copertina del cd, sono tutte una sorta di mie favorite songs.

-Nell’ultimo album suonavi una yamaha 8310z. Ora sei passato ad una G&P Flora? Come mai? Cosa ti ha spinto in questa direzione? Visto che per un trombettista cambiare il proprio ferro non è mai una scelta facile.

La Yamaha è un’ottima tromba che mi ha permesso anche di conseguire il biennio specialistico di tromba classica ad indirizzo solistico. Ovvero una tromba versatile e agile con un suono puro, senza coloriture.
La tromba che suono adesso, corrisponde a qualcosa vicino alla perfezione per quanto riguarda il suono jazz come lo intendo io, e la sensazione che provo nel suonarla è una sensazione di duttilità, flessibilità… e più soffi aria dentro e più lei ti supporta senza mai diventare sgradevole. E’ una tromba italiana (ne vado orgoglioso) artigianale e “customizzata” alle mie esigenze. Con Angelo Pinciroli (carissimo ragazzo) della G&P abbiamo scelto il materiale di rivestimento, anche se lui era scettico nel rivestirla d’argento, la pesantezza della campana, la grandezza del canneggio, il cannello principale e abbiamo fatto delle piccole modifiche a seconda delle mie esigenze alle chiavi dell’acqua. Insomma, un bel lavorone, ma ne è valsa la pena!! Sono soddisfatto!!


-Visto che parliamo del tuo set per suonare, non posso non chiederti con quale bocchino stai suonando e soprattutto sei uno che cambia spesso o rimane fedele per anni al proprio?

Suono un JK (Josef Klier) 10D Exclusive , che è un bocchino con il diametro abbastanza stretto e di media profondità. Con una tromba normale sarebbe leggermente piccolo il suono, ma il canneggio largo della mia tromba controbilancia il tutto.
In tanti anni di ricerca del suono e dell’imboccatura giusta, ho cambiato varie marche e vari modelli. Sono partito dal 3c della Bach, poi sono passato ai 12,13,14,15 della Shilke, con varie profondità di tazze, poi sono approdato alla Bruno Tiltz anche qui vari diametri e varie profondità, per finire, ormai da 15 anni alla JK. Di questa marca avrò cambiato almeno 30 bocchini prima di trovarne 2 o 3 che mi piacciono veramente e che li alterno a seconda di quello che devo suonare. Prevalentemente però come dicevo, uso il 10D Exclusive al quale ho aggiunto un Booster non troppo pesante.


-Ora veniamo ad una questione spinosa nel mondo trombettistico, la ricerca dell’imboccatura perfetta. Tu sei un esperto in materia, visto che hai studiato per anni pubblicando anche un libro sulla questione. Ovviamente in un’intervista non è possibile rispondere in maniera esaustiva a questa domanda, ma cerchiamo di dare una panoramica generale a quelli che ci leggono?

Il dato più rilevante è che l’imboccatura giusta può trasformare un trombettista infelice che pensa spesso di smettere di suonare o di cambiare strumento, in uno felice che può suonare qualsiasi cosa. Io appartengo alla categoria di quelli che avendo iniziato con un’impostazione sbagliata, hanno lottato con tutte le proprie forze per cambiare lo stato delle cose. Ho fatto una ricerca spasmodica e talmente approfondita, che è diventata per me una materia di insegnamento fondamentale. Oggi ridò felicità a molti trombettisti frustrati sia principianti che professionisti, consigliando loro l’imboccatura giusta a secondo delle loro esigenze e struttura fisica. Se chi ci legge ha problemi di imboccatura mi contatti che gli risolvo il problema… percentuale di insuccesso 0,01 %. <Devi essere proprio de coccio!! Come si dice a Roma!>

-Negli anni 80 una delle tue esperienze all’estero è stata quella di Cuba, dove hai conosciuto l’arturone mondiale. Cosa ci puoi dire e qual è il modo di approccio alla tromba dei popoli caraibici, differisce molto dagli standard europei?

Andai a Cuba con un mio amico trombettista che diceva sempre <se a 25 anni (ne aveva 23) non suono come John Faddis, smetto di suonare!!> e così fece!! Cioè non suonò a 25 anni come Faddis, ma smise di suonare!! A parte questo piccolo e simpatico aneddoto cubano, dicevo, andai a Cuba in seguito ad un concerto del gruppo storico di slasa rock cubana, Irakere che fecero qui a Roma. Contattammo uno dei due trombettisti del gruppo: Juan Munguia. Egli era pressappoco mostruoso come Sandoval infatti subentrò al posto di Arturo in Irakere senza far sentire la mancanza di nulla. Soltanto era leggermente più jazz di Arturo, ma meno latin jazz di Arturo… (questo è il mio parere).
Passammo 21 giorni meravigliosi nel quale Juanito Muiguia ci veniva a prendere con il suo maggiolone (strano per un cubano) e ci portava a casa sua a studiare…cavolo!! pure qua dovremmo aprire una nuova puntata… ho troppe cose da raccontare.. per farla breve rispondo velocemente alla tua domanda. L’approccio dei cubani è:< Suflar mucha aire> ovvero hanno un approccio potente con lo strumento!! Se hai le qualità diventi un ottimo trombettista!! Altrimenti suoni le congas o le maracas!!


-Come ti ho detto in precedenza questa intervista, verrà letta da trombettisti e in ognuno di loro la domanda che sorge sempre spontanea è: Ma gli acuti? Tu che sei stato anche prima tromba in big band, come sei arrivato a padroneggiare il registro acuto? Soprattutto si può fare musica, soprattutto jazz avendo un range limitato?

Cercherò di essere sintetico e spietato:
Chet Baker non ha mai avuto bisogno degli acuti, per il suo stile e il suo mood, ma era capacissimo di prenderli, perché aveva un’ottima imboccatura.. ho visto un video dove prendeva un Mib in chiave di concerto Fa per i trombettisti, per capirci sopra al pentagramma con tre tagli in gola, grosso come una casa!!
Un’imboccatura giusta significa non solo note acute, ma SUONO, RESISTENZA, FLESSIBILITA’, POTENZA.

-La tua è una famiglia di musicisti( il nonno è stato il primo flauto dell’opera di roma), di estrazione classica, cosa ti ha portato a incamminarti sulla sacra via del jazz? Perché hai scelto la tromba?

Ho iniziato a suonare il pianoforte, poi sono rimasto folgorato dal suono e dalla forma della tromba. A 12 anni sono entrato in conservatorio e ne sono uscito a 19 anni con un diploma. Però per diletto suonavo l’organo in un gruppo Rock.. insomma facevo una doppia vita, finchè il jazz mi è entrato nella pelle, inizialmente con Chuk Mangione e poi con Freddie Hubbard.
Tutti gli altri modelli trombettistici sono arrivati dopo.

-I tuoi inizi sono stati bop, quindi sei cresciuto a pane e clifford o sbaglio?

Non sbagli, Clifford è un riferimento per tutti i trombettisti, ma poi sono venuti i vari Woody Shaw, Kenny Wheeler, Tom Harrell e ultimamente Alex Sipiagin.

-Nella tua poliedrica carriera hai suonato con migliaia di musicisti e in diverse formazioni? Qual è stata l’esperinza che più ti ha segnato e con quale musicista vorresti collaborare?

Ultimamente ho avuto il piacere e l’onore di suonare in trio con Flavio Boltro e Pippo Matino al basso elettrico. In più ad un certo punto si è aggiunto Antonio Sanchez e lì ho toccato il cielo seriamente!! C’è una testimonianza nel mio canale YouTube… guardatevi: Aldo Bassi, Triomalo, “Nadir” al link:
http://www.youtube.com/watch?v=y3JD3gvP ... ature=plcp.
Mi piacerebbe fare un disco in questa formazione.. chissà magari prima o poi!!

-Puoi raccontarci qualche aneddoto simpatico che ti è capitato collaborando con qualche grande della musica?

Ci ho pensato un po’, ma di aneddoti simpatici non me ne sono mai capitati… sono stato felice di suonare con Kenny Wheeler, o con Mike Stern, o con Rick Margitza. Una volta mi sono trovato alle prove della PMJO a smettere di suonare, perché quello che succedeva intorno era talmente bello che volevo sentire invece di suonare!! Stavamo provando il repertorio di Maria Schnaider!! Che emozione suonare la sua musica e essere diretti da lei!!
Mentre aneddoti divertenti ed alcuni anche che non si possono raccontare me ne sono capitati a dozzine, se parliamo della vita orchestrale che ho fatto nei primi 20 anni di carriera musicale!!


-I tuoi cd sono sempre ‘’sperimentali’’ dopo Muah e New research ti sei portato verso strade nuove arrivando fino a solo, opera originale e molto impegnativa. Cosa prevedi per il futuro?

Nel mio futuro immediato c’è il Rock! Ho appena finito di preparare il mio prossimo cd con il “Metal JazzTrio” ovviamente come si evince dal nome la parola jazz è sempre presente e direi predominante, ma ultimamente sto usando dei multieffetti, loop e distorsori per questo progetto che sarà pubblicato dalla Nau Records di Gianni Barone. Ovviamente anche qui ci saranno dei tempi dispari che ormai hanno preso piede in moltissimi progetti.

-A distanza di mesi, quale pezzo toglieresti e invece aggiungeresti in Solo?

E’ passato ancora troppo poco tempo!! Per il momento nulla!! Te lo dico tra 10 anni!!

-Come mai hai deciso di stare lontano dai riflettori televisivi? Se solo avessi voluto ora saresti diventato un trombettista à la moda, cosa ti ha fatto protendere per questa strada?

Volevo fare Musica!! La lettera maiuscola non è a caso!

-Oltre ad essere uno dei migliori trombettisti jazz in circolazione, sei anche un insegnante ( sia al conservatorio di Frosinone che di Benevento): come è messa oggi giorno la didattica musicale in Italia? C’è ancora un abisso tra la nostra preparazione accademica e quella americana o il divario si sta riducendo?

Ormai la distanza nella didattica si è molto accorciata a livello universitario. Dove siamo VERAMENTE carenti (tranne le dovute eccezioni) è nella scuola materna, medie e licei!! Un vero disastro!! Questa riforma è stata messa in atto male... hanno pensato a fare prima l’università e poi il liceo… e ancora, nella scuola materna e nelle medie non si dà abbastanza importanza alla musica. Ne riparleremo a fondo!

-Qual è il futuro del jazz in Italia? Hai sott’occhio giovani sconosciuti che secondo te nel breve periodo arriveranno al successo?

Nel futuro del jazz e non solo in Italia, vedo più pluralità. Vedo molti nuovi progetti che troveranno collocazione e vedo meno divismi. Ormai abbiamo capito che questo sistema era sballato!! O meglio, l’abbiamo sempre saputo, ma le generazioni precedenti hanno fatto finta di niente perché c’erano troppi prosciutti ancora appesi in cantina (consentitemi la metafora) e come dicevo, questo non vale solo per il jazz. Stiamo vivendo un cambiamento globale e io voglio contribuire a che questo processo avvenga nel minor tempo possibile!
Di giovani forti ce ne sono: Francesco Lento, Daniele Raimondi, Giacomo Tantillo, Fabio Gelli, Francesco Fratini e altri..
Questi sono tutti ventenni che dimostrano già di sapere il fatto loro… devo dire che l’età per raggiungere un certo livello di maturità rispetto ai miei tempi si è molto abbassata… per fortuna!!

-Cosa consigli a chi oggi giorno vuole ‘’campare’’ di musica in Italia, soprattutto ai giovani?

Nell’immediato di fare quello che possono adattandosi a fare qualsiasi cosa... va bene anche il matrimonio o il liscio… per il futuro spero che le cose migliorino, ma come dicevo, non starò semplicemente a guardare i cambiamenti!

-Un saluto da tutto il forum e in bocca a lupo per il tuo futuro.

Grazie, crepi il lupo e auguri a tutti voi!!Salve  a tutti e grazie per l’invito al forum, non ho letto le interviste degli altri illustri colleghi a causa del poco tempo libero di questo periodo per cui premetto che probabilmente certe risposte saranno comuni.