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Intervista a Roy Paci PDF Stampa E-mail
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Scritto da maxtro83   
a cura di Massimo Pietta

 

Ciao a tutti carissimi colleghi trombaioli, tempo fa ho fatto un'intervista al mio carissimo amico, l'estroso roy paci, ottimo trombettista nonché show man della musica 'alternativà. Sperando di fare un gradito dono, dopo aver chiesto il 'permesso al nostro amministratore, eccovi le sue risposte (alcune davvero particolari...Wink )

- Domanda di rito, qual è la nota più alta che sai suonare?
Con una particolare tecnica ad aspirazione che ho inventato tantissimi anni fa, riesco ad emettere suoni altissimi e difficilmente localizzabili seguendo i normali sistemi di misurazione.

 


- A che età hai cominciato a suonare?
La tromba a 10 anni… Ma già dall’età di 4 anni mi dedicavo assiduamente al pianoforte.

- Perché hai scelto la tromba?
Non ho scelto io la tromba, ma e’ lei che ha scelto me! Da quando ho iniziato a suonarla mi proiettava verso l’infinito e quindi, poiché l’infinito di tromba è…

- Chi è stato il tuo maestro più importante?
Il maestro della banda comunale della città di Augusta, il mio paese… Il celebre (per i siciliani) Giuseppe Passanisi

- Che genere di studi hai affrontato per imparare?
Dapprima, per un anno, solo pesantissimi esercizi diaframmatici e con il bocchino (respiravo tenendo sulla pancia pesi che superavano i cento chili!). Era un vero sacrificio, perché la voglia di imbracciare subito lo strumento era tanta… Dopo anni però ho capito che quegli sforzi erano fondamentali per ottenere i risultati che volevo.

- A quale/i trombettista/i ti sei ispirato maggiormente? Chi il tuo preferito?
Non c’e’ un trombettista particolare... Ho studiato molto Clifford Brown ma il lirismo di Chet Baker e la creatività di Miles Davis (del quale ho l’intera discografia in vinile e del quale adoravo anche lo stile di vita da vero e proprio adepto della tromba) sono stati lo spunto per le mie evoluzioni musicali.

- Studi ancora? Se si quanto?
Studio in media 4 ore al giorno, fatta eccezione per i giorni in cui mi esibisco dal vivo; in quelle occasioni mi limito a fare un warm up di due ore la mattina. Più che altro, sto cercando di sviluppare delle tecniche aerobiche per avere una maggiore resistenza sul palcoscenico.

- Con che impostazione suoni? Riesci a collocarti in qualche scuola trombettistica in particolare?
Assolutamente no, la mia e’ una impostazione del tutto naturale, che nel tempo ha subito anche svariate “deviazioni di percorso” per via anche del labbro inferiore spaccato durante una rissa in un locale in cui mi sono trovato accidentalmente coinvolto… Divertente, no?! Ho rischiato grosso!

- Ci vuoi dire gli strumenti che usi ad oggi? Che bocchino usi?
Gli strumenti che utilizzo sono: una bach stradivarius mod.37 (prodotta in occasione del centenario) pimpata con un cannello di marco nesi e appesantitori; una bach new york n.7 e un flicorno le blanc ramato. Uso da sempre un bocchino shilcke 11c2 per la tromba (e un bocchino stomvi con il bordo modificato come l'11c2 per il flicorno, questo mi permetto di aggiungerlo io)

- Qual è il tuo punto forte?
La potenza sonora e… quello che mi ritrovo tra le gambe!

- Quello debole?
Se devo muovermi un’autocritica, posso dire che non prediligo il fraseggio prettamente classico

- Hai mai pensato di mollare tutto?
Una volta sola

- Se si, cosa faresti?
Il pornostar!!!!

- Cosa farà Roy Paci da grande?
Nella mia maturità vorrei trovare il tempo di chiudermi nel mio studio e dedicarmi di più alla scrittura di colonne sonore.

- Che musica preferisci ascoltare?
Non ho preferenze né pregiudizi alcuni sulla musica globale; basti pensare che possiedo 20.000 cd ed 8.000 lp di tutti i generi. posso dirvi ciò che non amo: la fusion americana, e i neomelodici napoletani.

- Quale preferisci suonare?
La mia!

- Soffri ancora l’ansia del pre-concerto?
Non l’ho mai sofferta in vita mia, anzi: ho sempre cercato e desiderato il confronto con il pubblico e coi musicisti sul palcoscenico. Amo molto lottare e penso che questo mi abbia aiutato ad acquisire gli strumenti per non “temere” il pubblico.

- Piccolo fuori argomento, non ho mai vista una persona mangiare il peperoncino come fai tu, ma come ci riesci?
Perché quando ero appena neonato, mia nonna ha avuto la felice idea di curarmi la pertosse aggiungendo del peperoncino al latte del biberon. In pratica, hanno iniziato a “drogarmi” sin da piccolo…!

- Hai altri progetti? Ce li vorresti descrivere?
Ho molti altri progetti! un’intervista non basterebbe… Mi limito a citarti “il terrone, l’ebreo, lo zingaro” (con Frank London e Boban Markovic) , Ananga Ranga, basato sulla commistione di musica sperimentale e installazioni visive e banda ionica, in cui suono le marce funebri più popolari del sud Iitalia. Hho collaborato inoltre con Mike Patton (andatevi a cercare “mondo cane”!) e con tantissimi altri. devo dire che ho molti nuovi progetti pronti a partire… Ma non vi dico nulla di più, aspetto il 2009!

- Hai inciso tanti album come ospite, hai arrangiato per programmi televisivi e per film. insomma ti senti più trombettista o artista a 360°?
Credo che non mi si possa più definire solo un trombettista. Io sono e mi sento un musicista a 360°… Canto, scrivo, suono diversi strumenti e ho fatto molto in questi anni. Non e’ una cosa che si sceglie: la musica e l’arte si impossessano di te e tu devi esprimerti. La tromba è stata ed è una compagna di vita, ma non l’unica…

- Sei principalmente di stampo jazzistico, cosa hai assimilato da questa musica? E dalla classica?
Dal jazz la tecnica dell’improvvisazione; dalla classica direi nulla… infatti non la suono!


- Cosa pensi della scena trobettistica italiana e del suo panorama jazzistico?
Penso che ci siano ottime realtà nel mondo dei trombettisti. Ascolto il jazz, ultimamente mi è piaciuto Stefano Bollani. E poi, come dimenticare le nostre “bandiere italiane” del jazz: Paolo Fresu e Flavio Boltro.

- Hai prodotto anche tanti artisti e gruppi musicali. Qualcuno di loro ti ha impressionato più degli altri? Ci vuoi consigliare qualche ascolto in particolare?
Ho prodotto tante cose diverse, e se l’ho fatto è perché ciascuna mi catturava per la sua particolarità. Non c’è una cosa sola che posso consigliare… Forse direi il disco di Vincenzo Vasi perché di certo e’ stata la cosa più “folle”!

- Rifaresti tutto ciò che hai fatto fino ad ora o cambieresti qualcosa?
Rifarei tutto. Cambierei solo una cosa: il bocchino, per quello di un’altra…!!!

- Lavori tantissimo nel campo sociale, ci vuoi descrivere con quali associazioni collabori?
Ne cito solo alcune: amref (con cui abbiamo appena ultimato 4 pozzi in kenia!), emergency, pangea, cbm, amnesty…. L’importante con queste associazioni è verificare la loro serietà. Ti posso garantire che in quelle che ho citato lavora gente onesta e meravigliosa che si dà quotidianamente per portare pace aiuto e sollievo a chi ne ha bisogno.

- Ultima domanda, dai un consiglio ad un trombettista che vuole iniziare o che ha iniziato da poco.
Non seguire pedissequamente gli insegnamenti dei licei musicali. Avere il coraggio di “buttarsi” e suonare sempre, sperimentando la propria musica anche per strada.
Non fissarsi con degli standard precostituiti.
Ma soprattutto… trombare ! trombare ! trombare !!!


Massimo Pietta