Uso della lingua negli attacchi

Impostazione e studio della tromba

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Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda ugotebaldi il sab set 27, 2008 2:20 pm

Gli attacchi sono la mia croce.
Mentre infatti per gli altri aspetti del suonare, con lo studio ho sempre ottenuto ed ottengo dei miglioramenti evidenti, i miei attacchi (sulla prima nota di una frase, dopo aver preso il respiro) continuano a mantenere gli stessi difetti, nonostante lo studio.
Nell'ultima lezione il maestro mi ha detto che ciò è dovuto ad un cattivo utilizzo della lingua.
Come avevo già letto sul forum, mi ha detto che l'attacco perfetto si ottiene pronunciando TA (o se si preferisce DA) facendo toccare alla punta della lingua il retro superiore degli incisivi superiori.
Analizzando il mio modo di attaccare effettivamente ho notato che, mentre per lo staccato lungo la frase musicale la lingua "lavora" tendenzialmente in modo corretto, proprio sull'attacco della prima nota, va ad infilarsi tra i denti toccando addirittura le labbra.
Ho iniziato a vedere di correggere il "difetto" e mi sono accorto che è molto più difficile di quanto immaginassi.
La cosa strana è proprio il fatto che trovo enorme difficoltà solo nell'attacco e non nel sucessivo staccato, quando cioè la colonna d'aria sta già "viaggiando" e riesco a muovere la lingua bene o male come voglio.
Qualcuno ha incontrato la stesse difficoltò e/o ha consigli da dare?
Grazie anticipatamente e ciao.
ugotebaldi
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda fac il sab set 27, 2008 2:35 pm

Guarda qui: http://www.super-chops.com/pages/testim ... stimonial1
Clicca sulle fot per sentire gli esempi, e noterai come tutti e tre i trombettisti sbaglino l'attacco della prima nota mentre facciano abbastanza bene il resto ( anche se la registrazione è notevolmente ritoccata con molto riverbero per pulire il suono, che secondo i miei gusti risulta comunque brutto). C'è dunque una relazione tra l'attacco con la lingua tra le labbra e lo sbagliare. Innanzi tutto ti consiglio di fare una cosa: tramite l'anello visualizzatore ( o come faccio io, con l'anello della terza pompa) controlla allo specchio il modo in cui dai l'attacco della prima nota. Mi raccomando di controllare di darlo come fai di solito e di non corregerti automaticamente. Se lo dai così: http://it.youtube.com/watch?v=4EJleMlHIrE ( è NicK Drozdoff e usa il TCE), allora usa un consiglio dato da Mike Applaumb nella sua intrvista: chiudi i denti, dai l'attacco a e aprili. Spero di essert utile!

fac :wink:
fac
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda gionca62 il sab set 27, 2008 3:39 pm

personalmente cerco di risolvere il problema degli attacchi eliminando la pausa tra inspirazione e emissione del suono, la lingua nella fase finale dell'ispirazione è posizionata dietro gli incisivi superiori, grosso modo al limite del bordo inferiore, poi per attaccare le faccio fare un movimento verso il basso e leggermente indietro. L'effetto fatto senza bocchino e strumento è una sorta di "pu", in questo modo mi sembra di produrre una maggiore pressione e un attacco più sicuro. Pronunciando "ta" facevo indietreggiare troppo la lingua chiudendo la gola e bloccando il flusso d'aria, risultato un attacco insicuro e un suono sporco. Stamp consiglia di prendere fiato pensando di pronunciare "up" e far seguire subito l'attacco. Per chi ha problemi di questo tipo bisogna evitare assolutamente l'apnea, in questa fase si creano tensioni e incertezze dannose. Io mi esercito anche a secco, curando la "fluidità" delle varie fasi, inspirazione, movimento lingua, espirazione, curando che il "pu" sia pulito e morbido, il flusso d'aria subito costante e "direzionato".
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Nelareva il sab set 27, 2008 6:34 pm

prova a fare questo esercizio...

parti dal do basso

stacchi la tromba

attacchi il sol

stacchi la tromba

attacchi il re

così via salendo per quinte (quindi do sol re la mi si fa do...)

dovrebbe aiutarti a migliorare la precisione...
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Giovanni Abbiati il sab set 27, 2008 6:52 pm

:shock: ma quante ottave sono?!? :lol:
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Nelareva il sab set 27, 2008 6:57 pm

Giovanni Abbiati ha scritto::shock: ma quante ottave sono?!? :lol:


hai anche ragione...in teoria l'esercizio continua fino alla nota più alta che riesci ad attaccare e poi scendi...

cavolo ci vorrebbe la funzione: aggiungi pentagramma qui sul forum ihihihih
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda gionca62 il sab set 27, 2008 7:01 pm

Nelareva ha scritto:prova a fare questo esercizio...

parti dal do basso

stacchi la tromba

attacchi il sol

stacchi la tromba

attacchi il re

così via salendo per quinte (quindi do sol re la mi si fa do...)

dovrebbe aiutarti a migliorare la precisione...


dopo il sol si scende al re basso poi la, poi mi basso si etc..giusto? altrimenti bisogna essere il Tofa per fare la sequenza, mi sa tanto che Giovanni Abbiati si riferiva a questo :wink:
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Nelareva il sab set 27, 2008 7:11 pm

si esatto...mmh meno male che non faccio l'insegnante..ihihihi
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda jovan il dom set 28, 2008 2:49 am

ugotebaldi ha scritto:La cosa strana è proprio il fatto che trovo enorme difficoltà solo nell'attacco e non nel sucessivo staccato, quando cioè la colonna d'aria sta già "viaggiando" e riesco a muovere la lingua bene o male come voglio.
Qualcuno ha incontrato la stesse difficoltò e/o ha consigli da dare?
Grazie anticipatamente e ciao.


Forse dico una banalita' ..... ripetere continuamente la nota che si prende male ,poi aggiungere man mano anche le altre note della frase ??

pero' teniamo presente che su queste cose influisce lo stato di concentrazione.
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda ugotebaldi il dom set 28, 2008 7:49 pm

Grazie delle risposte, tutte interessanti.
Io, a differenza della mia abitudine, sto continuando ad affrontare lo studio dell'attacco "iper-analizzando" il movimento della lingua, questo perchè ormai mi sono convinto che è la causa del difetto che non mi riesco a togliere.
Il difetto in questione non è tanto la precisione, l'intonazione o il volume della nota (questi aspetti riesco a migliorarli con lo studio), ma piuttosto è la qualità del suono della nota.
I miei attacchi sono sempre note con un suono direi "povero di armonici", un suono piatto.
Imparando a staccare la nota con il movimento della lingua come indicato da gionca sembra proprio invece che il suono sia più ricco di armonici, più tondo, come se l'aria che fa vibrare le labbra sia più "fresca", di "maggior qualità".
Ho notato che tenendo la lingua con la punta appoggiata al retro degli incisivi superiori, si riesce comunque a suonare, poi facendola abbassare di scatto è un po' come "scattare" una foto alla nota, si, l'immmagine che mi sembra più appropriata è prorio quella del funzionamento dell'otturatore di una macchina fotografica.
La cosa però mi crea non poche difficoltà di esecuzione soprattutto perchè questo movimento della lingua, non ancora per me naturale, mi cambia l'impostazione delle labbra facendomi diventare molto più Down di prima e facendomi perdere un po' di estensione.
Per non cambiare impostazione, devo allora necessariamente cambiare "maschera" abbassando gli angoli della bocca e sforzandomi di tenere la mascella ferma (una "maschera" più cattiva).
In questo modo le cose funzionano "alla perfezione" (è così che inizio a sentire quell'attacco che ho sempre cercato), ma con un grosso sforzo dei muscoli facciali ed una grossa concentrazione che rende molto faticoso il suonare qualsiasi cosa.
Credo e spero che comunque quest'ultima sia la strada giusta, quella che ovviamente richiede lo sforzo maggiore per rendere tutto naturale e preciso.
Qualsiasi altra vostra ossservazione e /o consiglio sono naturalmente benvenuti.
Ciao.
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda simonizzi il dom set 28, 2008 8:03 pm

a me ha aiutato molto il modo di respirare, cioè a seconda dell'attacco dolce, forte, violento o cosa sia respirare rispettivamente dolcemente, energico, ecc...(non so se mi sono spiegato!!) inoltre creo una piccolissima pausa tra la fine della respirazione e l'attacco per creare un pò di compressione e mi esce quindi l'attacco più spontaneo!!! comunque aiuta molto fare gli attacchi solo col bocchino! ti rendi conto realmente dove sbagli! provaci.....
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda IKA il lun set 29, 2008 5:35 pm

simonizzi ha scritto:a me ha aiutato molto il modo di respirare, cioè a seconda dell'attacco dolce, forte, violento o cosa sia respirare rispettivamente dolcemente, energico, ecc...(non so se mi sono spiegato!!) inoltre creo una piccolissima pausa tra la fine della respirazione e l'attacco per creare un pò di compressione e mi esce quindi l'attacco più spontaneo!!!


scusate se mi permetto. Il modo di respirare dovrebbe essere uno e uno soltanto, non ci sono modi diversi a seconda del tipo di attacco. Un'altra cosa sbagliata che leggo qui è che si crea una pausa tra la fine della respirazione e l'attacco, ma non bisogna proprio farlo. Respirazione e attacco devono essere assolutamente fluidi, senza pause che creano tensioni e quindi un attacco molto probabilmente più rigido e meno preciso. Già suonare la tromba non è una cosa naturale, se poi la rendiamo ancora più innaturale...come se tra un respiro e l'altro ci mettessimo delle pause!! Vi immaginate che fatica e che tensione?
Io personalmente trovo utile per migliorare la precisione degli attacchi farli prima solo di aria, quindi senza lingua, magari prima con il solo bocchino e poi con la tromba (il berp può essere utile a questo scopo), e poi in un secondo momento con il classico Ta o Da, come vi piace di più.
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda simonizzi il lun set 29, 2008 6:03 pm

è normale che la quantità d'aria è sempre la stessa solo che a me, e ripeto, a me, ha aiutato pensare questo! penso il respiro in base all'attacco che devo fare! INVECE LA PAUSA è DAVVERO MINIMA, PICCOLISSIMA! A ME QUELL'ATTIMO DI COMPRESSIONE DELL'ARIA FA VENIRE GLI ATTACCHI PIù SPONTANEI! NON DURI...
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda ugotebaldi il mar set 30, 2008 12:59 am

IKA ha scritto:
Io personalmente trovo utile per migliorare la precisione degli attacchi farli prima solo di aria, quindi senza lingua


Questo è un ottimo esercizio, lo faccio molto spesso proprio per migliorare la precisione dell'attacco e mi è sempre stato utile

IKA ha scritto:e poi in un secondo momento con il classico Ta o Da, come vi piace di più.


E' a questo punto che nonostante lo studio le cose non miglioravano, poi ho "scoperto" che io pronuncio naturalmente la TA o la Da infilando la lingua in mezzo ai denti e da lì è iniziato lo "sbattimento" che ha prodotto, fra le varie cose, anche questo topic.
E dopo una settimana che pronuncio la Ta tenendo la lingua dietro agli imcisivi inizio ad avere i miglioramenti che cercavo.
A questo punto mi chiedo se sono l'unico a pronunciare la TA mettendo la lingua fra i denti, la cosa mi incuriosisce.
Se provate a dire

STAI ATTENTA TE CHE TI TRASTULLI A TARANTO

la vostra lingua rimane sempre dietro agli incisivi?
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda gionca62 il mar set 30, 2008 7:24 am

personalmente ho, nel parlato, la T molto alta, praticamente la lingua è schiacciata nella zona tra palato e incisivi, se uso questa posizione per attaccare una nota ottengo un attacco "esplosivo", però il suono rimane schiacciato e lo staccato è impossibile, lento e pesante, quindi il mio problema è abbassara la lingua e usare solo la punta per alleggerire il movimento.


simonizzi ha scritto:è normale che la quantità d'aria è sempre la stessa solo che a me, e ripeto, a me, ha aiutato pensare questo! penso il respiro in base all'attacco che devo fare! INVECE LA PAUSA è DAVVERO MINIMA, PICCOLISSIMA! A ME QUELL'ATTIMO DI COMPRESSIONE DELL'ARIA FA VENIRE GLI ATTACCHI PIù SPONTANEI! NON DURI...


capisco quello che intendi, questa micro pausa l'utilizzavo tempo fa nel canto. Diciamo che è talmente breve che è più l'intenzione della pausa, però il rischio di irrigidirsi è veramente alto se uno ci pensa troppo.
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda simonizzi il mar set 30, 2008 6:46 pm

inffatti deve essere un movimento naturale!!
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda gennaro il mar set 30, 2008 7:50 pm

provo a dirti la mia senza pretese.
Ho avuto lo stesso problema per anni...
Nel mio caso (e credo anche nel tuo) non è stato un problema tecnico ma psicologico.
Tutta l'insicurezza nel suonare trovava brillante manifestazione nel fallire l'attacco iniziale...
Che c'è di più imperfettamente perfetto?
Penso che sia anche il tuo caso perchè tutto trova origine in un eccessiva analisi....
e come dicono gli ameriani troppa analisi porta alla paralisi.
Soluzioni:
1) fatti vedere da uno specialista (psicologo)... ma deve essere bravo.... e poi dimmi come va perchè
sono curioso di sapere se funziona....
2) usa tecniche di rilassamento prima di iniziare a suonare.... hanno beneficio generico... questo consiglio è come l'aspirina: si prescrive quasi sempre....
3) attacca le note solo con il fiato (hai capito bene: senza lingua)... fallo per un bel pò (un annetto e oltre) durante gli esercizi di warm up.... vedrai che con il tempo anche l'attacco con la lingua troverà beneficio... non provo neanche a spiegarti il perchè ed il percome funziona.... se ti fidi posso solo dirti che funziona (ma ribadisco: è una cura a lungo termine).... e non è di mia invenzione.... ma ha paternità molto più prestigiosa.... dimenticavo: non è mutuamente esclusiva, nel senso che se vuoi abbinargli qualsiasi altro esercizio fallo liberamente... non ha controindicazioni per cui è inutile consultare il foglietto illustrativo.
4) per soluzione diretta del problema rivolgiti da un maestro bravo e competente.... anche se ho i miei dubbi sull'esistenza di tale cura.... se la trovi abbi la gentilezza di condividere il nome del maestro.... svelare il segreto dogmatico sarebbe inopportuno!


Saluti e buona fortuna.
Gennaro
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda ugotebaldi il mar set 30, 2008 8:44 pm

Grande Gennaro,
la tua analisi è perfetta, è così perfetta che vale per qualsiasi altro problema incontro nel suonare.
Se istintivamente non sapessi anche io quello che scrivi, aprirei un post ogni nota che suono :D
Però (permettimi il però) in questo caso ho valutato (attentamente? :roll: ) che la questione posta è al "netto" dell'aspetto psicologico dell'attacco, anche perchè il mio maestro non sarà un luminare mondiale dell'insegnamento, ma sa il fatto suo (infatti l'esercizio di attaccare senza lingua me lo fa fare praticamente da sempre e io diligentemente lo faccio quotidianamente) e l'individuare un problema "tecnico" nell'uso della lingua nell'attacco è stato lui e non credo proprio a sproposito.
Dopo ormai una settimana di studio devo anche dire che aveva ragione, c'è una differenza abissale di suono nello staccare con la lingua dietro ai denti piuttosto che in mezzo ai denti.
Ciao

P.S.
Mi fa molto piacere che hai riinizziato a bazzicare da queste parti!
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Nelareva il mar set 30, 2008 8:47 pm

gennaro ha scritto:provo a dirti la mia senza pretese.

Soluzioni:
1) fatti vedere da uno specialista (psicologo)... ma deve essere bravo.... e poi dimmi come va perchè
sono curioso di sapere se funziona....
2) usa tecniche di rilassamento prima di iniziare a suonare.... hanno beneficio generico... questo consiglio è come l'aspirina: si prescrive quasi sempre....



dovrei provare queste soluzioni anche io
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda gennaro il mer ott 01, 2008 12:32 am

per ugo
mi spiace non ho letto tutto il post, ma solo il tuo messaggio iniziale...
il discorso della lingua dietro i denti e non in mezzo credo sia un "must" ormai...è spiegato benissimo su jazzitalia.net da un noto trombettista americano trapiantato ormai in italia, che credo ha scritto anche qui su questo forum.... lasciamo stare le sfumature se sopra o sotto che danno adito solo a sterili polemiche... ognuno fa un pò come gli viene comodo.
Mi spiace ma sono solo di passaggio di tanto in tanto.... non per cattiva volontà... quanto per questioni di tempo e lavoro......

Per luana....
lascia stare lo psicologo... un corso di yoga o pilates o bioenergetica invece te lo consiglio vivamente... sono cose che vanno ben oltre la tromba. In bocca a lupo per il diploma... fai la cadenza iniziale con personalità... che poi anche se ti impiastricci un pò con il triplo stacco (cosa che capita se l'emozione ti secca di colpo la saliva) la commossione sarà più disposta a sorvolare....

Gennaro (post partita a calcetto con trauma al polpaccio.... mannaggia all'età)
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Ghero il mar mar 17, 2009 7:52 pm

è lo stesso problema contro cui combattto anch'io, problema che un tempo nn avevo e che si è presentato col tempo da quqnaod ho finito gli studi e non c'è stato nessuno a correggermi e ti dirò di più...è stata la primissima cosa che ha notato il tofa quando ho fatto lezione con lui indi ti riporto il suo consiglio : studia l'attaco delle note SENZA COLPO DI LINGUA e cerca di fare in modo che il suono sia il più pronto possibile (con la solita perseveranza nello studio), fai un paio di attacchi senza togliere lo strumento dalle labbra poi provi a staccarti ad ogni attacco.
Il fatto di mettere la lingua in mezzo ai denti o addiruttura tra le labbro ti porta ad uno scompenso nell'impostazione che si aggiusta poi nel resto della frase da qui le differenze di cui ti sei già accorto.
Per lo studio degl'attacchi ti consiglio di no partire dal do basso (quello sotto il pentagramma) parti piuttosto dal do nel terzo spazio e scnedi in modo cromatico arrivando fino al sol, quando ti senti abbastanza sicuro in questo range centrale allora puoi aggiungere un paio di note e così via, insistere eccessivamente sugl'attacchi nel registro grave può scombinarti l'impostazione.
Altrena gl'attacchi "breath" (fiato) ad attacchi che partono dal piano (facendo attenzione a non mettere la lingua tra i denti) fino ad un mezzo forte.
Per nelareva : gli esercizi che hai consigliato sono validi sì per la centratura delle note e per l'intonazione delle quinte ma il problema esposto è un altro, se il problema è l'attacco della prima nota lo è a prescindere da quale esse sia.
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda ugotebaldi il mer mar 18, 2009 12:56 am

Approfitto dela riapertura dell'argomento per dire che dopo questi mesi di studio, facendo giornalmente esercizi di attacco senza lingua e abituandomi a staccare con la lingua facendola battere dietro ai denti superiori, finalmente ho ottenuto quei miglioramenti che cercavo da molto tempo e che mi permettono finalmente di studiare accenti e pronuncie :D Grazie a tutti per i consigli e le digressioni.
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Ghero il mer mar 18, 2009 3:21 am

lieto dei tuoi miglioramenti, bravo! ! !
e lieto anche di avere conferme "esterne" che come studio funziona.
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Cariù il mer apr 22, 2009 4:32 pm

IKA ha scritto:
simonizzi ha scritto:a me ha aiutato molto il modo di respirare, cioè a seconda dell'attacco dolce, forte, violento o cosa sia respirare rispettivamente dolcemente, energico, ecc...(non so se mi sono spiegato!!) inoltre creo una piccolissima pausa tra la fine della respirazione e l'attacco per creare un pò di compressione e mi esce quindi l'attacco più spontaneo!!!


scusate se mi permetto. Il modo di respirare dovrebbe essere uno e uno soltanto, non ci sono modi diversi a seconda del tipo di attacco. Un'altra cosa sbagliata che leggo qui è che si crea una pausa tra la fine della respirazione e l'attacco, ma non bisogna proprio farlo. Respirazione e attacco devono essere assolutamente fluidi, senza pause che creano tensioni e quindi un attacco molto probabilmente più rigido e meno preciso. Già suonare la tromba non è una cosa naturale, se poi la rendiamo ancora più innaturale...come se tra un respiro e l'altro ci mettessimo delle pause!! Vi immaginate che fatica e che tensione?
Io personalmente trovo utile per migliorare la precisione degli attacchi farli prima solo di aria, quindi senza lingua, magari prima con il solo bocchino e poi con la tromba (il berp può essere utile a questo scopo), e poi in un secondo momento con il classico Ta o Da, come vi piace di più.


ad un corso per ottoni a cui ho partecipato (tenuto da un tubista a mio parere preparato e competente) erano state segnalate due cose riguardo al respiro prima dell'attacco che riporto brevemente:
la prima è di evitare pause tra inspirazione ed emissione, non trattenere mai il respiro prima degli attacchi;
la seconda era la possibilità di inspirare in modo diverso a seconda dell'attacco, cioè un'inspirazione lenta (sempre piena e con gola aperta) per gli attacchi sul piano e su tempi lenti, al contrario un'inspirazione rapida (sempre piena e con gola aperta) per gli attacchi sul forte e su tempi veloci (poi mentre si suona inspirare cercando di incamerare più aria nel minor tempo possibile).
Cariù
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda ValerioMaW il ven apr 24, 2009 11:19 am

Cariù ha scritto:ad un corso per ottoni a cui ho partecipato (tenuto da un tubista a mio parere preparato e competente) erano state segnalate due cose riguardo al respiro prima dell'attacco che riporto brevemente:
la prima è di evitare pause tra inspirazione ed emissione, non trattenere mai il respiro prima degli attacchi;
la seconda era la possibilità di inspirare in modo diverso a seconda dell'attacco, cioè un'inspirazione lenta (sempre piena e con gola aperta) per gli attacchi sul piano e su tempi lenti, al contrario un'inspirazione rapida (sempre piena e con gola aperta) per gli attacchi sul forte e su tempi veloci (poi mentre si suona inspirare cercando di incamerare più aria nel minor tempo possibile).


Scusami se mi permetto di intervenire. Il pensare una respirazione diversa per un attacco diverso porta, come già detto da Ika, a tensioni incredibili. Purtroppo c'è differenza tra tuba e tromba; nella tromba le forze in gioco sono molto maggiori che nella tuba, nella quale bisogna essenzialmente soffiare un'enorme quantità di aria. Nella tromba l'aria deve avere una certa velocità per funzionare bene (anche nella tuba, of course, ma in diverso modo) e le tensioni inevitabili, in tutto il corpo, possono aumentare per simpatia, molto più facilmente di quello che si pensa. Questo porta ad essere molto soggetti, come categoria, a irrigidimenti inutili e molto dannosi per la resa del "sistema"; riguardo la respirazione non direi "naturale" o altri termini che potrebbero fuorviare, direi profonda e calma, il che non vuol dire lenta, ma che non crei tensioni, quindi, come dici anche tu, gola aperta come per sbadigliare (questo trucchetto per capire come aprire la gola me lo ha detto un insegnante che ha studiato alla Julliard con Pensarella) e respirare riempiendo i polmoni completamente, esattamente come uno sbadiglio, ma un pò più veloce, senza forzare. L'inspirazione dovrebbe sempre essere veloce, cosicchè se è una cosa naturale, possiamo sfruttare ogni piccola pausa del pezzo per incamerare aria, che ci permette di suonare senza stancarsi. L'attacco dopo una respirazione corretta avviene quasi naturalmente, in quanto, la stessa forza che ha l'aria per uscire provoca l'attacco della nota. Si può notare come, più si riempiono i polmoni, più l'aria esce velocemente e con forza; ne consegue che più riempiremo i polmoni, più avremo "forza naturale", ovvero non provocata volontariamente, da poter utilizzare per suonare; torniamo quindi al fatto che bisogna riempire i polmoni completamente per avere la massima resa. Tu dici, giustamente, di non fare pause tra l'insirazione e l'espirazione, pausa che crea tensioni e chiude la gola, cosi che l'aria non esce velocemente, ma deve aspettare che la gola si riapra. Un buon attacco è essenzialmente una partenza precisa e subito piena della nota; se abbiamo già una buona partenza con l'aria (parliamo sempre di quella "forza naturale"), dovremo solamente "tagliare" l'inizio della nota con la lingua per rendere l'attacco netto, il che avviene con un semplice DA, quando è l'aria a creare un attacco. Se l'attacco non avviene anche in queste condizioni, basta solo pensare ad espirare velocemente, facendo partire l'aria subito alla velocita che vogliamo; pensiamo ad un violinista: se lui vuole attaccare una nota, il suo archetto deve muoversi ad una velocità che è in relazione alla nota, alla corda, alla dinamica, ecc... se il violinista parte muovendo il braccio lentamente, avremo il classico attacco "a miagolio" tipico dei violinisti bambini, un violinista preparato inizia il movimento del braccio facendolo partire già alla velocità che vuole, in pratica minimizza il tempo che passa tra zero movimento e parte centrale della nota e noi dobbiamo fare la stessa identica cosa con l'aria. Più il gap tra "zero aria" ed aria "a regime" è basso, più gli attacchi saranno perfetti, la lingua non farà altro che seguire l'aria, ancora meglio se alla lingua non si ci pensa proprio.
Spero che sia abbastanza chiaro, in effetti mi sono un pò dilungato :roll:
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Cariù il ven apr 24, 2009 12:17 pm

ValerioMaW ha scritto:
"riguardo la respirazione non direi "naturale" o altri termini che potrebbero fuorviare, direi profonda e calma, il che non vuol dire lenta, ma che non crei tensioni"

"pensiamo ad un violinista: se lui vuole attaccare una nota, il suo archetto deve muoversi ad una velocità che è in relazione alla nota, alla corda, alla dinamica, ecc... "

:roll:


Scusate, da non addetto ai lavori mi sono espresso male, volevo esprimere il concetto di "profondamente e con calma".

Forse si riferiva a questo: il respiro prima dell'attacco deve preparare l'aria che farà uscire i suoni, quindi inspirare tenendo anche conto del tempo e della dinamica del brano.

Nel mio piccolo, da amatoriale, sono due cose da cui ho tratto molto vantaggio: respirare profondamente e con calma mi ha tolto molte tensioni e reso molto più facile l'emissione, prendere respiro sul tempo del brano mi da un po' più di sicurezza sull'attacco, soprattutto nei brani lenti da suonare sul p (specialmente in chiesa, magari da freddo)

Grazie ValerioMaW per il chiarimento
Cariù
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda Ryk il mer mar 03, 2010 12:42 am

ciao, io ho lo stesso tuo problema aggravato dal fatto che ho la protesi e la superficie utile degli incisivi su cui batte la lingua è assai ridotta e non piatta!. Per il momento mi accontento di un attacco meno forte, ma spero di migliorare usando un bocchino piu piccolo.
Ho pensato, con una buona dose di filosofia che si puo suonare gradevolmente addattando un po lo strumento e quel che ne esce alla nostra struttura fisica. Non me ne vogliano i musicisti di livello...Io non abbandono la tromba a causa di un attacco non tecnicamente perfetto, forse studiando ancora migliorerò. Se qualcuno ha dei consigli mi farà cosa graditissima. Ryk.
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda DOREMI71 il ven feb 11, 2011 12:46 pm

Problema attacco , come nel mio caso può essere anche doppio:
1) non avere la nota in mente, quindi quando attacchi esce di tutto tranne la nota che cerco;
2) avere la nota in mente ma non esce bella come dovrebbe proprio perchè tra la respirazione e l'attacco involontariamente faccio una minipausa come già riferitomi dal mio insegnante;
Forse l'esercizio che menzionava Luana potrebbe fare al caso mio?
Grazie a tutti
Francesco
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda lpinaf il ven feb 11, 2011 1:13 pm

occhio alla ritmica entrata uscita aria (evita le apnee), attacca con la P, senza lingua quindi... poi sullo staccato più A che T (ossia tAAA tAAA) e lingua dietro ai denti superiori... poi se vuoi mi è stato passato un esercizio molto bello sugli attacchi con la base elettronica che ti aiuta ad avere la nota sempre in testa... fammi sapere, mandami un pm se vuoi il file!! Questo è ciò che penso io, comunque ho visto che hai già avuto molti consigli e se te sei trovato bene con quelli: come non detto :D
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Re: Uso della lingua negli attacchi

Messaggioda DOREMI71 il ven feb 11, 2011 1:25 pm

lpinaf ha scritto:occhio alla ritmica entrata uscita aria (evita le apnee), attacca con la P, senza lingua quindi... poi sullo staccato più A che T (ossia tAAA tAAA) e lingua dietro ai denti superiori... poi se vuoi mi è stato passato un esercizio molto bello sugli attacchi con la base elettronica che ti aiuta ad avere la nota sempre in testa... fammi sapere, mandami un pm se vuoi il file!! Questo è ciò che penso io, comunque ho visto che hai già avuto molti consigli e se te sei trovato bene con quelli: come non detto :D


Quando dici " attaca con la P " intendi "piano" ? oppure di attaccare in modo più dolce con la lingua "taaaa" anzinchè il più irruento TAAA o Taaaa
in effetti io sono abbastanza irruento o diciamo più nervoso sugli attachi è anche vero!!!
Dovrei imparare ad essere più rilassato quando suono, forse dovuto anche dalla non sicurezza di ciò che suono.
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